2-3 : Viva Las Vegas

Dopo la notte passata ad Atlanta siamo tornati in aereoporto e abbiamo preso il volo delle 9.50 del mattino per Las Vegas. Questa volta non abbiamo avuto nessun problema, l’aereo era piu’ piccolo, i posti molto piu’ stretti ma davanti ad ogni posto c’era un minischermo da cui si poteva guardare la tv, ascoltare musica o giocare ad una specie di trivial contro tutti quelli presenti sull’aereo (ovviamente si poteva anche guardare film o giocare a qualcosaltro ma a pagamento). Sono perfino riuscito a vincere un turno di trivial ed entrare nella top ten del viaggio! Comunque… l’arrivo a Las Vegas e’ stato splendido, dall’alto si vede tutto il deserto attorno e poi d’improvviso una citta’ piena di palazzi, ville, campi da golf e verde.. pazzesco. All’arrivo (verso mezzogiorno) abbiamo mangiato all’aereoporto in una tavola calda messicana-texana e poi ci siamo diretti con lo shuttle fino al nostro albergo: il New York New York. L’albergo e’ uno dei piu’ belli di quelli sullo strip: all’interno ha vari quartieri di new york riproposti, da Time Square con i maxischermi al village coi suoi localini a brooklyn. Tutto e’ in tema ma non e’ troppo sofisticato come puo’ avvenire in altri casino’ piu’ “pregiati”. Il pomeriggio lo abbiamo dedicato al giro completo dello strip (completo per me, la lisa si e’ fermata a meta’ ed e’ tornata in tram). Sicuramente i casino’ sono da vedere, ognuno con la sua particolarita’. I migliori sono senza dubbio il Paris, il Venice, il Caesar (al suo interno ci sono anche le Pussycat Dolls che servono ai tavoli in giarrettiera e ballano dentro delle gabbie….) ed il Treasure Island. Anche il nuovo Planet Holliwood non e’ male, specialmente la parte dei negozi, mentre il casino’ e’ normale. Gli altri casino’ sono piuttosto normali, tolto il Bellagio che e’ veramente elegante ma nulla piu’ gli altri si scopiazzano nel lusso senza avere una precisa identita’. Il giro si e’ dimostrato piuttosto faticoso dato che appena arrivati in camera ci siamo addormentati di botto risvegliandoci il giorno dopo. Sveglia tra l’altro all’alba delle 5 visto che alle 5.50 ci aspettava la navetta per andare a volare sul gran canyon. Il volo e’ stato molto bello ed emozionante, si e’ partiti da Boulder City (a sud di Las Vegas) e abbiamo sorvolato il lago Mead, la diga di Hoover ed la parte ovest del canyon. Spettacolare. Nel pomeriggio ci siamo dedicati alla vecchia Las Vegas, quella downtown, con i primi casino’, tra cui il Golden Gate che ha compiuto da poco i 100 anni di attivita’. Per il resto abbiamo giocato al casino’, principalmente alla roulette (visto che al black jack sono riuscito a perdere 50$ su 80 che ho giocato…) salvo la lisa che si e’ applicata un po’ alle slot prima di vederne l’inutilita’. Ad ogni modo le due giornate sono andate piu’ che bene e chiudiamo in attivo di tre cifre l’esperienza!

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1 – Atlanta (?!?!) – why are we here?

Dopo una nottata passata a spegnere innumerevoli sveglie disperse per tutta la casa dai nostri amici bontemponi (anche se devo ammettere che quella dentro all’aspirapolvere era geniale…) e preparato le ultime cose siamo partiti alla volta dell’aereoporto. Tutto va per il meglio, niente code a mestre, non troppo traffico, arrivo in aereoporto in giusto anticipo…. ma il nostro aereo ha ben due ore di ritardo causa uragano ad Atlanta. Dopo varie telefonate con il fido Emanuele (che vuole anche parlare con la signorina del check-in) veniamo imbarcati sapendo pero’ che ad Atlanta avremmo dovuto trovare qualcosa di alternativo (in realta’ e’ la delta che ce lo deve trovare, ma fa piu’ figo dire cosi’). Il volo procede lungo ma non eccessivamente stressante. Come sempre infatti il primo volo si riesce a sopportare piuttosto agevolmente. Guardiamo tre film uno piu’ stupido dell’altro (uno con Owen Wilson che fa da guardia del corpo a dei ragazzini, poi the Spiderwick chronicles ed infine si tocca il fondo con l’isola di Nim), leggiamo qualcosa ed osserviamo il finestrino che da su una distesa di nuvole. L’arrivo ad Atlanta sarebbe anche prima del previsto (alle 7.50 con la coincidenza per Las Vegas alle 8.40)..tuttavia un’aereo blocca il nostro gateway e veniamo dirottati su un’altro sbarcando alle 8.30. A quel punto non c’e’ piu’ nulla da fare: immigrazione, ritiro bagagli e poi in fila per il re-booking verso un’altro volo. dopo 2 ore e mezza di fila arriviamo al banco dove ci dicono che non ci sono piu’ voli per la sera e che ci avrebbero imbarcato l’indomani. Poi ci danno un beauty-case ed un pacco di voucher per albergo-cena-colazione-pranzo-trasferimenti e ci dicono di trovarci lo shuttle per il Red Roof Inn. Dopo qualche difficolta’ iniziale e almeno 4-5 km di percorso labirintico all’interno dell’immenso aereoporto di Atlanta troviamo lo shuttle ed in breve arriviamo all’albergo. Un po’ di fuso si fa sentire e non possiamo neanche sfruttarlo per giocare al casino’… pero’ ora siamo di nuovo in piedi e diretti all’aereoporto nella speranza di arrivare prima o poi a destinazione…

In viaggio!

Si, lo so, dovrei prima dirvi com’e’ andato il matrimonio etc etc… pero’ non ho tempo e mi trovo gia’ negli USA, quindi per ora sappiate che e’ andato tutto alla grande, la giornata e’ stata splendida e tutto e’ andato per il meglio.

Pero’ ora bando alle ciance… i prossimi post saranno On the Road!

1.2.3…via

13 Luglio 2008, dopo tante attese, preparazioni e corse… siamo arrivati al gran giorno.

Ebbene si, oggi mi sposo. Mi sposo perchè amo la mia compagna e perchè vogliamo essere una famiglia. Alcuni non se l’aspettavano, vista la convivenza, ma per noi convivere non era un arrivo ma solo un passo vero l’obbiettivo (e poi, diciamolo, dividere matrimonio dall’imbastimento della casa è stato solo un bene per la nostra salute mentale e fisica!). Ci sposeremo in comune, nonostante una lunga militanza in seno alle organizzazioni della chiesa. E’ stata una scelta sofferta ma coerente col fatto che non ci riconosciamo in questa chiesa, in queste istituzioni ed in quel che la chiesa vuole che la chiesa sia. E proprio per i nostri trascorsi, avremmo ritenuto ipocrita presentarci davanti all’altare e dire di si a tutte quelle promesse sul crescere una famiglia secondo i dettami della chiesa, credere nel papa e nel clero e tante altre. Se non avessimo fatto quello che abbiamo fatto nel passato, probabilmente non ce ne sarebbe importato nulla ed oggi saremmo davanti a quell’altare.

In questi giorni, mesi, anni ci sono state vicine tante persone che vorrei ringraziare una ad una. I nostri parenti, i nostri amici più stretti, i nostri testimoni e tutti coloro che ci vogliono bene. Vi sentiamo vicini come non mai prima d’ora. Grazie.

Orsù, si parte, c’è ancora roba da fare prima che comincino ad arrivare i primi. Intanto abbiamo già perso la possibilità di mangiare sotto il portico: il tempo, nonostante la data estiva, non sembra clemente. Incrociamo le dita!

Addio al celibato

Si, lo so. E’ passata ormai una settimana dalla fatidica data ma è stata una settimana lunga e non ho proprio avuto il tempo di parlarne. Però sono qui a rimediare e scrivere qualcosa (tralasciando le malefatte… peraltro poche 😉 ) sull’evento andato in scena sabato 21 luglio.

Prima di tutto però vorrei ringraziare tutti i partecipanti: Marco, Glauco, Giò, Flavio, Massi, Gandi, Davide e Mattia. Grazie per la splendida giornata (anche se siete dei pazzi scatenati)!

Ma andiamo con ordine: la partenza avviene verso le tre di pomeriggio di Sabato, mediante rapimento presso casa mia e via in auto in direzione autostrada. Vista la coda di 10km già formatasi in direzione mestre si viaggia attraverso i paesini del trevigiano rimettendosi in carreggiata nei pressi di Iesolo. No, non era quella la destinazione. Il viaggio prosegue fino a Grado dove vengo vestito da rifiuto della società, mi vengono applicate una palla al piede ed una croce e vengo condotto in spiaggia a tormentare ingare donne. I più colpiti rimangono comunque gli uomini, che dispensano consigli: “lascia perdere!”, “povero te”, “fai un contratto prematrimoniale”, “è l’inizio della fine”. Dopo un paio d’ore di angosciosa sfilata si riprende verso la meta successiva: Gorizia. Qui, sempre bellinamente conciato, vengo condotto in un ristorante a dir poco allucinante: trattoria Da Gianni. Questo ristorante si addirebbe bene come set del film la grande abbuffata o come cucina per polifemo. Le porzioni sono fuori da ogni grazia divina ed il piatto tipico (la “lubianska”, specie di cordon bleu di 40cm di diametro) risulta una battaglia ardua che neppure il più agguerrito di noi (Massi) riesce a vincere. Insacchettati come poche volte torniamo alle macchine dove si prospetta un viaggio verso un non meglio precisato night. Per andarci però bisogna cambiarsi e così improvvisiamo uno spogliarello in strada per vestirci degnamente. In breve si raggiunge il confine e la meta: non un night, ma bensì il Perla, il miglior casinò di Nova Goriza dove diamo fondo alle casse comuni con fortune alterne ma finendo inevitabilmente per perdere tutto. Verso le tre si riparte verso casa dove si arriva giusto per vedere l’alba alla radice di tutto: in Fontega.

Di più non mi posso addentrare, visto che il matrimonio non è ancora stato celebrato, ma è stata una serata indimenticabile accompagnato dalla migliore compagnia possibile.

Aggiornamenti

E’ tanto che non vi do notizie su come sta procedendo la mia vita. Non che immagini che a molti interessi qualcosa, cmq tiriamo le somme.
E’ da più di un mese che mi trovo in quel di parma a lavorare ed assaporarne la cucina (a proposito di questo, dovrei decidermi a scrivere qualche guida ai locali migliori che ho visitato…). Il lavoro procede piuttosto bene, qui decisamente sono meno matti di dove ero prima e quindi gli orari sono più umani.
Il matrimonio si avvicina sempre più, mancano 2 mesi proprio oggi. E’ quasi tutto pronto, mancherebbero alcune piccole cose tipo: comprarmi scarpe e camicia, fare le bomboniere, finire di distribuire gli inviti (a chi interessato: non dubitate, ci vuole solo un po’ di tempo visto che ho circa un giorno scarso al mese di tempo…), e pagare un po’ di gente…
Nel frattempo ho acuistato un piccolo giocattolo che mi permetterà di esprimermi al meglio durante il mio viaggio di nozze: la Canon 400D. Semplicemente divina. Ah già, viaggio di nozze. Dove? Sarà scontato ma si ritorna negli USA. Si parte da dove c’eravamo fermati (Las Vegas) e si continua fino a Chicago prima di concederci gli ultimi viaggi a New York con concerto finale di Springsteen al Giant’s Stadium.
Non vedo l’ora!

13 luglio

Se avete qualcosa in contrario avete 8 gg per farvi avanti… altrimenti… mi sposo!