Lega Ladrona

Mi è già capitato di osservare come la Lega, da nemica oltranzista di statalismo e magna magna, si sia adagiata a partito di governo senza lotta. E come tale ha acquisito anche i comportamenti che fino a tempi non sospetti aborriva: è esemplare l’out out posto al governo riguardo alla data del referendum. Primo per i 400 milioni di euro che fa perdere INUTILMENTE alle casse dello stato, secondo per un discorso di approccio. Un tempo sui referendum si lottava, chi era per il Si e chi per il No, si argomentavano motivazioni e si cercava il consenso degli elettori. Ora i referendum si fanno fallire. Non se ne parla, soprattutto del merito, e si punta alla beata ignoranza. Quindi a cosa servono? A buttare soldi. O si riformano o è meglio non farli. Ma non farli è il simbolo della sconfitta del popolo nei confronti di quelli che dovrebbero essere i loro rappresentanti ma che in realtà si domostrano essere dei “regnanti”. Non si possono scegliere, non si possono trombare, non si può più neppure cestinare il loro lavoro.

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