Critiche al papa

Nei giorni scorsi il cardinal Bagnasco, a capo della Cei, si è scagliato contro i media (italiani e non) dichiarando il papa non può essere attaccato ed irriso per le “verità che annuncia e proclama”. Ora, al di là del fatto che una volta i credenti si battevano per i loro principi mentre ora non fanno che dire che gli altri sono brutti e cattivi perchè non accettano supinamente, penso che monsignor bagnasco ed i suoi compari potevano pensarci meglio durante il conclave. Già perchè non sono solo le ultime, farneticanti parole del papa sull’inutilità dei preservativi per la lotta all’aids a destare sentimenti di dissociazione. E’ l’intero pontificato di un signore di un’altro secolo, magari anche intelligentissimo ma che crede che tutti siano al suo pari e si diletta di sottili giochi dialettici anzichè dire le cose in maniera chiara, che punta a far fare alla chiesa un salto indietro di un paio di secoli (il ritorno al latino non è che un esempio, quanto l’ermellino gioiosamente portato ad ogni occasione). Un pontificato che apre ai fondamentalisti (questo è il vero punto del rientro dei lefevriani, non l’anti-semitismo di un paio di loro) e chiude a qualsiasi dialogo rilanciando il dogma su ogni cosa, che si scaglia contro il denaro ma che, come diceva una battuta, le scarpette di prada a lui gliele regalano.

Quindi c’è poco da scagliarsi. Per fortuna al mondo c’è qualcuno che lo critica, dato che in italia ormai si sta tornando allo zerbinaggio politico. Ma una promessa gliela facciamo: non ti faremo il cucù da dietro una fontana. Per certe cose abbiamo il presidente del consiglio.

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