Euro-scettici

E’ interessante in questi giorni leggere le notizie del crollo della sterlina con conseguente superamento del nostro pil ai danni di quello inglese. E pensare che il nostro presidente del consiglio, data la lungimiranza politica di cui è dotato, l’ha sempre avversato e pure oggi, in questo preciso momento da all’euro la colpa dei problemi italiani (con la questione della perdita di convenienza dei prodotti italiani). A parole si può dire quel che si vuole ma i fatti sono piuttosto chiari: se non ci fosse stato l’euro saremmo stati schiacciati dalla corsa dei prezzi delle materie prime registrata negli ultimi anni, prima dell’attuale crisi. Ricordiamoci che a metà degli anni ’90 all’estero era difficile cambiare le lire perchè le banche straniere non sapevano loro stessi il cambio della lira che scendeva a ritmi incontrollati. Vogliamo parlare dell’aumento dei prezzi all’introduzione dell’euro? C’è stata sicuramente ma la causa è sempre indicata nella moneta senza tenere conto del fatto che il cambio (attuato sotto il secondo governo berlusconi) non è stato controllato da chi era preposto a farlo (il governo stesso, tramite il ministero del tesoro ed i suoi mezzi, guardia di finanza inclusa). Dobbiamo solo ringraziare il cielo per avere l’euro, senza il quale vedremmo il nostro paese crollare ben oltre quello che sta avvenendo in paesi, come l’inghilterra, messi molto meglio di noi.

5 Responses to Euro-scettici

  1. VoxNova scrive:

    Punto primo: che Dio stramaledica la moneta unificata (e non unica, visto che il cambio con le vecchie valute è tutt’altro che annullato: è alla base della scarsa elasticità della BCE riguardo ai tassi sul costo del denaro).
    Punto due: l’Euro è stato introdotto nell’ultimo stralcio del Governo Amato e già allora il Governo (qualsiasi Governo) non aveva gli strumenti per opporsi alle speculazioni: dieci anni prima, un tale Dini, a Scenghen(non mi ricordo se si scrive così) per qualche strana ragione non ha posto precisi paletti di intervento per consentire allo Stato Italiano interventi diretti sull’applicazione del cambio che non venissero letti in seguito come indebiti interventi di stato. In sostanza non è stato dovutamente comunicato all’Europa che ci saremmo riservati il diritto di intervenire sulle questioni che citi. Risultato: nessuno, ripeto nessuno, può andare da un grossista o industriale a dire che non può applicare il cambio che più gli aggrada. Ciò valevasi anche per il Berlusca prima e per Prodi poi! In tal guisa, per esempio la Germania già all’epoca aveva messo le mani avanti, facendo mettere per iscritto sull’accordo base della nostra moneta che Lei aveva diritto di intervento a calmieramento di prevedibili speculazioni di cambio ( e la cosa l’ha salvata non poco).
    Terzo punto: ma chi acciderbolina dice che non ce l’avremmo fatta? La Sterlina non solo ce l’ha fatta, ma ora si permette pure di deprezzarsi liberamente per un futuro rilancio dell’economia inglese a danno della zona euro di cui peraltro fa parte e della quale non fa nascondimento di fregarsene altamente, altro che sorpasso del PIL: vittoria di pirro la nostra e chiunque può intuire la mossa bastarda che gli inglesi stanno facendo. E secondo te la Lira non ce l’avrebbe fatta? Io ho i miei dubbi: non avrebbe avuto un gran valore in termine di cambio, ma in termini di esportazioni “figuras”! Altro che balle. Ancora nessuno è stato in grado di dimostrare conti alla mano quali siano stati i magnifici risultati dell’Euro, salvo raccontarmi sempre la solita storiella “della mammaorsa”, zeppa di congetture finanziarie e povera di esempi concreti.
    L’Euro per l’Italia è stata una grande sciagura, aggravata dall’incompetenza della nostra classe politica e i responsabili maggiori di sto disastro sono i seguenti in ordine di importanza: Prodi, Dini, Amato,Berlusconi e Visco. Questa è la verità e la prova vera l’avremo nel 2009: da commerciante ti dico in sincera verità che il peggio deve ancora arrivare. La piccola e media impresa ha chiuso baracca e burattini e stai sicuro che nessun folle vorrà mai rischiare capitali per parecchio tempo (le conseguenze te le lascio immaginare) e questo lo dobbiamo anche all’ “amato” Euro.
    Per il resto, un abbraccio e un augurio di buon anno. Stammi bene!😉

  2. mikyjpeg scrive:

    Augurissimi anche a te per un nuovo anno che spero pieno di soddisfazioni!

    Per quanto riguarda l’euro sono però d’avviso totalmente contrario al tuo. Quanto al secondo punto gli strumenti c’erano: dato che il cambio è stato giusto (con tanto di doppi prezzi e calcolatricine inutili gentilmente donate dal governo..) ma seguito da successive ed immotivati rialzi in particolare in alcuni settori (vedesi ristorazione in primis). E sui rialzi immotivati (come hanno più volte detto negli ultimi due anni destra e sinistra) si può operare. Terzo punto: il deprezzamento della moneta è storicamente una misura fallimentare e può rendere benefici solo nel breve termine. L’esempio più calzante è proprio l’Italia che “grazie” ai continui deprezzamenti ha visto il suo debito pubblico crescere a dismisura fino al punto di dover pagare cifre in interessi che gli altri paesi si sognano. Ti ricordo le inflazioni a 2 cifre che circolavano solo pochi anni prima dell’approvazione dell’euro. Puoi esportare pure quanto vuoi a cifre irrisorie, ma se con quel che vendi non riesci a muoverti, scaldarti o anche solo comprare le materie prime per produrre non vedo che benefici se ne possono trarre. Ti posso assicurare che gli inglesi la parità non è che un male. Credi che questo li possa favorire nei commerci? non direi dato che la bilancia commerciale non è positiva.
    Sulla vittoria di pirro concordo invece pienamente, dato che siamo messi peggio sotto tutti gli altri aspetti. Era solo il titolo che i nostri incredibilmente competenti giornali mettevano in prima pagina quel giorno.
    L’euro era l’unica ancora di salvezza per il nostro paese in declino verticale. Putroppo non è servita che a rallentare la discesa dato che i nostri altrettanto competenti politici non hanno saputo sfruttarla. Altro che maledetto, dovrebbe essere benedetto!

  3. VoxNova scrive:

    Si, sulla valutazione finale siamo al contrario.
    Comunque tu dici che gli strumenti ci sono per evitare le speculazioni. E quali sarebbero? Faccio un esempio: se rialzassi i prezzi del mio legname del triplo, magari ora che ce n’è forte bisogno, nessuno, tantomeno le Stato, potrebbe venire a dirmi che non posso farlo perchè sarebbe un’ indebita ingerenza nel libero mercato. Quando dicevo che gli altri hanno firmato aggiungendo clausole precise, mi riferivo a questo apetto: hanno messo per iscritto che avrebbero aderito alla moneta unica previo la possibilità di intervenire (fino a un certo punto) sanzionando gli eventuali speculatori. Noi non l’abbiamo fatto ed è per questo che nessun Governo, ne rosso ne nero è in grado effettivamente di fare qualche cosa. La cosa è tanto semplice quanto sconcertante.
    Per il resto una valutazione: con l’inflazione a due cifre non solo c’era sviluppo, ma tutti se la passavano discretamente bene, mentre ora siamo alla frutta, sebbene l’inflazione sia molto bassa. Non lo so, ma a me qualche cosa non torna!
    Stammi bene, carissimo.

  4. mikyjpeg scrive:

    Beh, quando l’inflazione era a due cifre avevamo ancora alcune cose: industriali veri, investimenti nell’innovazione e meno competitori mondiali. Attualmente invece abbiamo aziende una volta leader ridotte all’ombra di se stessi per “merito” di manager che non sanno neppure cosa stanno producendo (l’olivetti tanto per citarne una ma gli esempi sono centinaia, tra piccoli e grandi), abbiamo aziende che non innovano e non fanno altro che lamentarsi della cina credendo che si debbano introdurre i dazi invece di puntare sulla qualità e sull’eccellenza tecnologica. E la cina non è che uno degli stati che ormai sono industrializzati e quindi competitori. Per non parlare dello stato del nostro triveneto dove ventanni fa si lavorava come in cina, dove in ogni capannone si facevano jeans, dove quelli che hanno creato le aziende le hanno fatte morire in mano di figli o nipoti cresciuti nel lusso più sfrenato che tutto vogliono fuorchè lavorare, dove le piccole aziende hanno un sito creato 10 anni fa e computer di 4 generazioni fa e che a qualsiasi investimento in teconologie rispondono “A go sempre fatto cossitta, xa vutò che cambia?” (ho sempre fatto così, cosa vuoi che cambi? per i non veneti).
    Non è l’inflazione, sono 15 anni di immobilismo economico, industriale ed ancor prima POLITICO che fanno si che ora siamo alla frutta.
    Per quanto riguarda i metodi, sempre utilizzando il tuo esempio: se tu alzi i prezzi senza motivo, qualcun’altro li avrà mantenuti e dunque i tuoi clienti potrebbero andare da lui. Se tutti i commercianti di legname invece li alzano assieme senza motivo si può pensare che esista un trust e per quello ci sono i mezzi. Tra l’altro comunque la finanziaria 2008 ha introdotto una figura, che per quanto con pochi poteri, qualche seppur piccolo risultato in questo senso lo ha avuto. Se nessuno controlla su scala nazionale chi si può accorgere di eventuali cartelli o accordi?

  5. VoxNova scrive:

    Non è quella la domanda,però. Infatti, visto che detti cartelli sono da decenni alla luce del sole, la porrei così: perchè nessuno in sostanza non fa e non ha fatto niente?

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