Euro-scettici

E’ interessante in questi giorni leggere le notizie del crollo della sterlina con conseguente superamento del nostro pil ai danni di quello inglese. E pensare che il nostro presidente del consiglio, data la lungimiranza politica di cui è dotato, l’ha sempre avversato e pure oggi, in questo preciso momento da all’euro la colpa dei problemi italiani (con la questione della perdita di convenienza dei prodotti italiani). A parole si può dire quel che si vuole ma i fatti sono piuttosto chiari: se non ci fosse stato l’euro saremmo stati schiacciati dalla corsa dei prezzi delle materie prime registrata negli ultimi anni, prima dell’attuale crisi. Ricordiamoci che a metà degli anni ’90 all’estero era difficile cambiare le lire perchè le banche straniere non sapevano loro stessi il cambio della lira che scendeva a ritmi incontrollati. Vogliamo parlare dell’aumento dei prezzi all’introduzione dell’euro? C’è stata sicuramente ma la causa è sempre indicata nella moneta senza tenere conto del fatto che il cambio (attuato sotto il secondo governo berlusconi) non è stato controllato da chi era preposto a farlo (il governo stesso, tramite il ministero del tesoro ed i suoi mezzi, guardia di finanza inclusa). Dobbiamo solo ringraziare il cielo per avere l’euro, senza il quale vedremmo il nostro paese crollare ben oltre quello che sta avvenendo in paesi, come l’inghilterra, messi molto meglio di noi.

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Pirla

Farsi attaccare da Berlusconi su qualsivoglia “questione morale” è veramente da pirla. Cioè, siamo ai margini dell’assurdo. Rutelli, D’Alema, Fassino, Veltroni eccettera eccetera eccetera, fate un favore a noi di sinistra: ANDATEVENE! Non ne possiamo più! Farmi “mangiare la pastasciutta in testa” da un governo totalmente inadeguato ai tempi che corrono come questo (non voglio neppure scrivere nulla sulla manovra anti-crisi, sarebbe sparare sulla croce rossa) non fa che dimostrare quanto siate superati, retrogradi e innegabilmente PERDENTI. Le prossime elezioni, non dico che le vogliamo vincere, sarebbe anche troppo, ma quantomeno ce le vogliamo giocare!