Marrakech Express

Going home

Il weekend scorso sono andato in gita di lavoro (si, pensavate che le gite si limitassero alla scuola, ed invece…) in Marocco. In particolare abbiamo visto la moschea di Hassan II a Casablanca e poi ci siamo diretti a Marrakech. Si tratta di un’ambiente molto diverso da quelli con cui ho avuto a che fare nei miei viaggi. Per cominciare è stato il primo stato islamico in cui sono stato. In verità, a parte il fatto che fossero nel mese del Ramadam e che quindi tutti dovessero aspettare le sei mezza per poter mangiare, non c’è poi tutta questa differenza: gente, mercati, turisti, odori e colori. In particolare ci siamo fermati a vedere il suk, con i suoi venditori ed imbonitori fino alla sera quando, alla fine del giorno, si riempie di bancarelle e stand gastronomici dove si può vedere e assaggiare di tutto, dalle testine di vitello, al tipico piatto di tajis, una specie di piatto con coperchio a cono dove si cucinano sui carboni ardenti degli ottimi e speziatissimi spezzatini.

Quel che ho potuto notare, in particolare, e che al mio ritorno mi hanno spesso domandato è il discorso della povertà. Trattandosi di un paese africano viene quasi scontato pensare ad un paese pieno di poveri e mendicanti; in realtà tale povertà è sì presente ma è da non confondere con la miseria. Ovvero, la povertà è tale sono in confronto con la ricchezza presente nei resort di marrakech e nei quartieri in di casablanca. La popolazione, all’80% ancora contadina, è sicuramente più povera di noi ma non sembra avere problemi di sussistenza, anzi, anche nei paesi più piccoli è presente acqua e elettricità ed i bambini vanno a scuola. Niente insomma a che vedere con le immagini che si vedono dell’africa sub-sahariana. In uno di questi villaggi di montagna che abbiamo visitato abbiamo visto numerosi bambini venire a chiederci soldi facendo la carità ma è stata la guida per prima ad ammonirci di non dare soldi ai bambini, che altrimenti avrebbero avuto meno voglia di andare a scuola preferendo chiedere soldi ai turisti.

Per alcune foto del viaggio guardate l’apposito set di flickr.

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