16-17: New York New York

Come previsto l’ora era troppo tarda per riuscire ad andare ad Ellis Island e cosi’ abbiamo un po’ vagato senza meta lungo la punta di Manhattan, i moli ed il vecchio quartiere del porto che si affaccia sul ponte di Brooklyn. Ho cercato invano la via della famosa foto di copertina di c’era una volta in America, ma o non esiste o e’ decisamente cambiata (strada allargata e palazzi piu’ distanti tra loro). Poi siamo andati a Central Park, un vero luogo di villeggiatura in centro citta’ con qualsiasi tipo di attivita’ sportiva disponibile e praticabile (baseball, pallavolo, roccia,…prendere il sole…). E’ immenso e pieno di gente, compresi musicisti, pittori e fotografi. E mandrie di scoiattoli… Poi siamo andati a visitare il Metropolitan Museum dove c’era un po’ di tutto ma niente di sensazionale. C’era pero’ una magnifica mostra di fotografia dove ho potuto ammirare alcuni lavori di Henry Cart Bresson: veramente fantastici! Poi, all’uscita abbiamo incontrato Eveline, una ex-compagna di universita’ della Lisa che sta facendo il dottorato qui e che faceva uno stage presso il metropolitan. Siamo stati a cena in un ristorante greco-turco (decisamente non male, avete presente il Kebab? Dategli una dignita’, una cottura piu’ raffinata ed una serie di accompagnamenti di livello ed avrete un ottimo piatto) e poi siamo stati a prendere il caffe’ a casa sua. Gia’, abbiamo visto una casa dell’Upper East Side di Manhattan (la casa ovviamente e’ del suo compagno, guardacaso un consulente, che purtroppo era via per lavoro). La casa di per se’ e’ abbastanza normale, complice probabilmente il fatto di essere abitata da italiani, ma la cosa pazzesca e’ il palazzo. In pratica, tra portiere e corridoi con la moquette, pare di essere in albergo.

Il giorno dopo ci siamo dedicati alla Liberty Island e ad Ellis Island. Mentre la prima e’ carina ma non molto di piu’ il secondo luogo e’ decisamente affascinante, un museo maestoso dove i muri stessi trasudano storia. Con l’audioguida abbiamo potuto ascoltare anche numerosi ricordi della gente che li vi e’ passata (12 milioni di immigrati tra il 1880 ed il 1940): decisamente toccanti. La visita ci ha impegnato piu’ di mezza giornata ma ne e’ decisamente valsa la pena. Nel pomeriggio ci siamo divisi: shopping per la Lisa…. e Natural History Museum per me: non e’ il massimo (ci sono i diorami di Ross!!) pero’ la parte dei dinosauri e’ veramente fantastica ed immensa. Poi ci siamo ritrovati e siamo andati a mangiare in un locale fantastico: Ed’s Lobster Bar. Come si intende dal nome abbiamo mangiato aragosta. Non ci sono parole: delicata, burrosa, decisamente lussuriosa (Claudio, mi sa che si deve provare anche da noi! Diamo un po’ di pace agli astici!). Poi, per concludere in bellezza, Empire State Building in notturna: ambiente lunare e vista senza paragoni.

Ora ci attende il boss….e, si, una “colazione da Tiffany”….

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2 Responses to 16-17: New York New York

  1. markus14 says:

    visto la scaletta, visto tutto.
    Spettacolo rock definitivo,credo.
    Amen. Sono morto, per la seconda volta in un mese.
    Addio.

    :-O

  2. lisa says:

    Anticipando quello che scriverà il proprietario del blog posso dirti, markus, che Milano è stato davvero meglio. Vorrei dire altre cose ma non voglio anticipare troppo…cmq dai, questa volta non si può dire che tu l’abbia perso…ma sai quanti italiani c’erano?Pazzi…

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