L’inutilità della maturità

Solo un piccolo spunto. Niente di che stupirsi ovviamente, si sa che da qualche parte è così. Ma a parte questo fattarello di marginale importanza, viene da chiedersi quale sia ad oggi l’importanza di questi esami. Centinaia di studenti stipati in classi, controllati dagli stessi professori che gli hanno insegnato per cinque anni (e che da un’ecatombe non farebbero che una figuraccia), che si dibattono su tracce sempre più spesso errate o imprecise. Perchè è l’atteggiamento italico: visto che abbiamo buttato al cesso centinaia d’anni di storia scientifica (da galileo a fermi, da torricelli a rubbia) puntiamo tutto sull’umanesimo e… interpretiamo. Sarcasmo a parte le cifre che parlano della scuola sono più che preoccupanti per un paese che si vanta di appartenere ancora al G8: quasi il 40% della popolazione studentesca ha insufficienza in matematica. E la percentuale diminuisce di poco per quanto riguarda le altre materie scientifiche. Ma torniamo alla maturità: tema di italiano. Varie tipologie: saggio breve, tema storico, analisi del testo. Non me ne abbiano i miei amici insegnanti, ma al di là del fatto che valutare un tema è la cosa più iniqua che attualmente si faccia in Italia (visto che l’unico discernimento, dopo 18 anni di scuola sia essere o meno d’accordo con chi ti corregge il tema. Ed il tema stile canzonetta sanremese infarcita di marcio buonismo è sempre la cosa migliore.) si ritorna alla famosa interpretazione. A chi era dedicata la poesia di Montale? Ad una donna? Ad un uomo? Ad un cane? Sinceramente ho sempre trovato la cosa ai limiti dell’assurdo. Per me è il lettore che decide a chi è dedicata una poesia. Se il poeta avesse voluto farlo sapere, diamine, lo avrebbe scritto. L’interpretazione è personale, altrimenti la poesia non è che una grottesca specie di settimana enigmistica. Eppure, quasi un quinto del voto è basato su questa prova insulsa ed inutile.
Seconda prova: specialistica differenziata per indirizzo. A cosa serve se hai 5 anni di voti a dimostrare se sei o meno in grado di cavartela? I tuoi professori ti hanno insegnato ed i tuoi professori ti correggono. E magari se hanno insegnato male ti correggeranno anche male così anche se scrivi stupidaggini avrai comunque il tuo bel voto visto che non è valutata la tua competenza ma la tua attinenza a quanto ti hanno insegnato.
Terza prova: il mistone. Il guazzabuglio moderno: di tutto un po’, tanto per prepararti a partecipare a “Chi vuol essere milionario?”. Manca la parte relativa ai divi televisivi ma fa niente..
Orale: il top di gamma. 35 punti attirubuiti lanciando una monetina, tanto qui non ti segano mai.

Esatto: non ti segano mai. Che esame è un esame in cui sei sicuro di passare? Una inutile, costosa e stressante pagliacciata.

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5 Responses to L’inutilità della maturità

  1. lisa says:

    Non sono d’accordo. Adesso non ho la forza fisica (visto il week end e la sofferenza per la partita) di spiegarti perchè ma domani ti rispondo per le rime. 😉

  2. lisa says:

    Eccomi. Mio fratello mi ha appena chiamato raggiante perchè ha preso davvero un bel punteggio agli scritti e io sono molto felice. Mi sento abbastanza chiamata in causa in questo post. Io sono stata la prima a dire che gli esami senza commissari esterni sono inutili, ma più che altro perchè credo nell’importanza di trovarsi, a 19 anni, di fronte ad una persona sconosciuta che ti giudica, perchè è solo la prima di una innumerevole serie di volte che succederà (docenti universitari, selezionatori, datori di lavoro). Non è possibile prendere la maturità (anche se non credo si chiami più così) senza essersi quasi mai trovati di fronte ad una situazione simile. E non credo dia molte soddisfazioni oltretutto. Ricordo che quando ho fatto l’esame di pratica per la patente con me c’era una ragazza più grande che studiava all’università e io ho ammirato la sua sicurezza nell’affrontare quello che era solo un esame ma per me è una grandissima e difficile prova. Dopo anni di università (e qui si potrebbe aprire un ulteriore post sui benefici di una laurea conseguita solo tramite esami scritti) e probabilmente aiutata dalle mie esperienze lavorative io ho quella sicurezza. Non credo sia necessaria l’università, ma per me è stato così e io adesso non ho problemi a fermare persone per strada e dire loro che sto festeggiando il mio addio al nubilato o che mi sono appena laureata e farmi palpare il sedere (scherzetti divertente organizzati dai miei amici ;-)). Non ho difficoltà a fare colloqui di lavoro, nè alcun genere di colloquio, mi piace parlare anche con le persone che conosco. So che è anche il mio carattere ma mi piace ricordare che a 19 anni non ne ero capace.
    Detto questo, ricordo che i professori interni a volte possono metterti più in difficoltà dei prof esterni, e che la severità non dipende dal ruolo in commissione ma dal modo di fare di ogni prof. E che io non credo che il voto finale valga poi così tanto, lo sanno tutti, è solo che ci piace sentirci dire quanto valiamo, anche se nessuno può dircelo dandoci un voto da 60 a 100.
    Sorvolo sulla questione tema di italiano, ne parliamo un’altra volta perchè sai che non sono d’accordo, e anche sul fatto che nessuno viene bocciato…vorrei fosse davvero così, perchè bocciare un ragazzo/a agli esami è crudele se non hai avuto il coraggio di bocciarlo quando davvero gli sarebbe servito a qualcosa, negli anni precedenti.

  3. lisa says:

    E cmq i commissari esterni sono stati ripristinati.

  4. fabio says:

    la maturità in ogni modo costituisce un eccezionale momento di crescita

  5. Daniele says:

    bah…la crescita avviene per altri motivi e in ben altre circostanze…il solo chiamarla maturita’ mi sembra eccessivo 😀

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