Al solito posto – Milano

Al solito posto
via bruni, 13 – Milano
tel 02.6888310

Comincio la mia lista con il primo posto veramente segnalabile che mi è capitato di frequentare. Si tratta di un piccolo ristorantino in quel di Milano, situato in una laterale di viale Jenner. Si tratta di un posto che se non lo conosci è difficile da trovare: vicolo misconosciuto, nessuna insegna, vetri che non lasciano intravvedere niente. Appena entrati il posto colpisce: è piuttosto piccolo (ci staranno una trentina di persone) semplicemente arredato ma allo stesso tempo piuttosto elegante. Quello che più colpisce però è il proprietario: il mitico Silvano Pace. Si tratta di un personaggio pazzesco, che preso bene vi allieterà la serata. Per intenderci: in tre mesi che l’ho frequentato ho visto il menù una sola volta, ho preso un sacco di male parole (simpaticamente però, a meno che non siate dei rancorosi) ed ho riso di gusto.
Passando al cibo questo lascerà senza parole. L’unica pietanza che si mangia qui è il pesce (non chiedete neppure per sogno della carne o Silvano vi butta fuori) ma questo lo si gusta decisamente. Al di là della carrellata di antipasti che vi arrivano appena date cenno di pensare di prenderne uno (tra cui ricordo delle ostriche veramente deliziose e dei moscardini in umido eccellenti) i piatti che vi consiglio di assaggiare sono sicuramente i gamberoni allo champagne, il risotto al nero di seppia e l’astice alla catalana (quando c’è).
Il prezzo è medio-alto (d’altronde siamo a Milano) intorno ai 40€ a persona ma se vi fidate di quello che vi porta senza ordinare è probabile che ve la caviate anche con meno. Se poi vi vede un paio di volte… è fatta, menù fisso a 35€ qualsiasi cosa voi prendiate!

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Jpeg Gourmet List

Devo assolutamente dedicarmi a questa attività quindi scrivo questo post per impormela 😉
Da qui a breve comincerò a pubblicare una serie di post sui numerosi luoghi che ho avuto l’onere di visitare in questa mia carriera di consulente girovago. Ovviamente mi riferisco ai ristoranti in primis ma magari potrei aggiungere anche qualche nota sugli alberghi. Quindi seguite la nuova categoria Jpeg Gourmet List!

Aggiornamenti

E’ tanto che non vi do notizie su come sta procedendo la mia vita. Non che immagini che a molti interessi qualcosa, cmq tiriamo le somme.
E’ da più di un mese che mi trovo in quel di parma a lavorare ed assaporarne la cucina (a proposito di questo, dovrei decidermi a scrivere qualche guida ai locali migliori che ho visitato…). Il lavoro procede piuttosto bene, qui decisamente sono meno matti di dove ero prima e quindi gli orari sono più umani.
Il matrimonio si avvicina sempre più, mancano 2 mesi proprio oggi. E’ quasi tutto pronto, mancherebbero alcune piccole cose tipo: comprarmi scarpe e camicia, fare le bomboniere, finire di distribuire gli inviti (a chi interessato: non dubitate, ci vuole solo un po’ di tempo visto che ho circa un giorno scarso al mese di tempo…), e pagare un po’ di gente…
Nel frattempo ho acuistato un piccolo giocattolo che mi permetterà di esprimermi al meglio durante il mio viaggio di nozze: la Canon 400D. Semplicemente divina. Ah già, viaggio di nozze. Dove? Sarà scontato ma si ritorna negli USA. Si parte da dove c’eravamo fermati (Las Vegas) e si continua fino a Chicago prima di concederci gli ultimi viaggi a New York con concerto finale di Springsteen al Giant’s Stadium.
Non vedo l’ora!

Stop al moderno, a qualsiasi costo

E’ notizia di ieri l’idea di Alemanno di rimuovere la teca dell’Ara Pacis. Ovvero come rimuovere una delle poche opere d’arte moderne che si siano riuscite a costruire in Italia nonostante la storica avversione per l’architettura moderna. Avversione che spesso ha avuto nomi illustri tra i suoi obbiettivi, primo tra tutti Renzo Piano, probabilmente il più grande architetto del mondo, che ha costruito la sua fortuna all’estero non essendo evidentemente profeta in patria. Troppo moderno, preferiamo tenerci i nostri palazzi fatiscenti. Si perchè in Italia non si può abbattere niente che abbia più di dieci anni, costruire nulla che non sia “normale”.

Ma cos’è la normalità? Era normale il pantheon? Era tipica la cupola di Brunelleschi? o la torre di Pisa? la Mole Antonelliana? No. Non erano normali. Erano cose assurde anche solo a pensarci. All’epoca. Poi il tempo, gentiluomo, ha avuto ragione consacrandole a meraviglie universali. Poi però ci siamo seduti sugli allori pensando che l’unico modo era continuare a scopiazzare e non urtare la sensibilità visiva. Ed il resto del mondo ci ha superato anche in questo. Guardate Parigi col suo Centro Pompidour, la Defance e le piramidi del Louvre e la torre Eiffel. Londra con il London Eye e la pigna che si erge a fianco della torre di londra. Berlino con postdamer Platz, il nuovo Reichstag ed i palazzi della burocrazia. Sono solo tanti esempi di opere contestate accanitamente ma che hanno reso mirabili le città moderne. Questo per non andare fuori dell’europa dove stanno all’opposto di noi ed oltre che a costruire eccezzionali strutture, distruggono purtroppo anche quelle che hanno fatto la storia. Ma che non hanno paura di provare.

L’architetto Richard Meier, autore della teca, è uno dei più famosi del mondo ed ha fatto opere di eccezzionale bellezza. Personalmente ho potuto ammirare di persona solo il Getty Center e credo sia uno degli edifici più belli che abbia mai visto in vita mia.

Per non parlare poi di quanti soldi sarebbero buttati al vento con la rimozione.

Ipocrisia

La bufera di ieri sulla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi è una cosa tipicamente italiana. Perchè in un’altro paese non ci sarebbe stato nulla di strano, anzi. E’ probabilmente il mezzo più efficace per combattere l’evasione. Ed infatti i paesi che la applicano hanno evasioni fiscali minime. Come dare torto? Quando vedi che il tuo vicino guadagna una miseria ed ha barche/macchinone/case al mare in montagna ti viene qualche dubbio. E qui, in veneto, molto più che altrove. E non sarebbero certo i piccoli evasori, che si destreggiano in una giungla di leggine e leggiucole assurde, a farne le spese ma quelli che evadono pesantemente. Certo, potrebbe aprirsi una spirale di denunce ma che a ben vedere non farebbe altro che bene, dopo una prima fase decisamente deprimente (ma non più di quanto lo sia pensare a quanto ricco sarebbe il nostro paese senza questi furbetti).

A chi è che fa più male questa pubblicazione? A chi di soldi ne ha. Sempre di più. Mostrerebbe il vero stato del paese dove poche persone fanno i milioni e sempre più persone tendono alla povertà. E a chi predica bene e razzola male. Vedi il noto Beppe Grillo che predica il sapere condiviso e poi non vuole far sapere che guadagna quattro milioni di euro. Tanti o pochi non discuto, però non puoi predicare a correnti alterne appena vieni toccato da qualcosa. E le sue motivazioni, in questo caso, sembrano abbastanza blande, come se i sequestratori, i mafiosi non conoscano già le loro vittime.

Un’altra occasione persa.