Il ritorno al Nucleare

Il paron nazionale ha affermato che in caso di vittoria si tornerà subito al nucleare che è “imprescindibile”. Come se non stessimo ancora pagando le scorie accumulate in quei pochi mesi trent’anni fa. Quando si capirà che sfruttare materiale estratto dalla terra (petrolio come carbone come plutonio) non è una soluzione ma solo lo spostamento di un problema? Perchè non si punta con investimenti in ricerca nel migliorare l’efficienza e diminuire gli impatti delle energie rinnovabili già esistenti piuttosto che ricercarne di nuove?

In base a questo studio sembra che una nuova tecnica di conversione dell’energia solare possa sostituire il 90% del consumo energetico degli USA. Per non parlare degli studi sulla creazione di combustibile prodotto dalle alghe o del biogas. Bisogna certo fare attenzione a non sostituire un problema con un altro (vedi il bio-diesel da cereali, mais o canna da zucchero che non farebbe altro che togliere coltivazioni ad altri beni essenziali come il grano) però sono strade che vanno tentate, esplorate. Ci vorrà tempo e soldi ma paragonabili a quanto ci si metterebbe per creare un’industria nucleare e gestire le scorie prodotte per le migliaia di anni a venire. Il gioco vale la candela?

13 Responses to Il ritorno al Nucleare

  1. innovatel scrive:

    L’energia nucleare costa molto meno … inoltre il discorso “è pericolosa” mi fà ridere … abbiamo una centrale appena fuori il confine italiano e quindi non credo che in caso di problema le radiazioni si fermano al confine … quindi a quel punto ci converrebbe averla a casa nostra.

    Per quanto riguarda l’energia della natura, concordo … valga la pena tentarla 🙂

  2. mikyjpeg scrive:

    Costa meno? Non credo. Costa meno produrla ma costa enormemente di più il successivo smaltimento delle scorie che non si esauriranno mai. A meno di venderle al mercato nero e farle arrivare in Africa come fa già qualcuno.

    Concordo con te sul fatto della pericolosità ma infatti non è questo il punto. E’ proprio un discorso di convenienza. Economica e ambientale.

  3. innovatel scrive:

    Il problema economico si pone su un fatto semplice a mio avviso: è più “comodo” acquistare la corrente (magari nucleare) fatta all’estero oppure costruire una centrale e vederla nell’ottica di diversi anni a seguire per ammortizzare il costo?

    Siamo in Itlia….nn mi stupirebbe che prima fan la centrale e poi fanno il referendum o altro per abolire il nucleare -.-

  4. lisa scrive:

    Il vero problema è che nessuno si cura davvero di informare i cittadini sugli incentivi che sono in atto in questo momento per premiare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Quanti di voi conoscono il Conto Energia? Attualmente tutti i cittadini italiani pagano in bolletta una percentuale che è destinata allo sviluppo delle energie pulite e rinnovabili. A chi vanno questi soldi? Ai pochi cittadini che credono in un futuro energeticamente sostenibile e scelgono di fare un piccolo/medio investimento in un impianto di proprietà per la produzione di energia elettrica, e che vedranno nei prossimi venti anni il pieno recupero dello stesso. O a chi di soldi ne ha già piene le tasche, perchè gli altri non ne sono stati informati o non ne avevano la possibilità.
    Il nucleare non è una soluzione, poco importa se ce ne sono già oltre i nostri confini. Quanto ci vorrebbe per realizzare un impianto nucleare e che percentuale del nostro fabbisogno potrebbe coprire? Io ho sentito parlare di percentuali molto basse e di tempistiche molto lunghe (verosimilmente, siamo in Italia, quale regione e provincia accetterà senza lottare una centrale nucleare nel proprio territorio?). Le energie rinnovabili ci sono adesso, non sono sperimentali (non tutte quantomeno), sono incentivate adesso e producono adesso, non domani.

  5. VoxNova scrive:

    Su questo punto sono dell’avviso di “Innovatel”. Inoltre le energie così dette rinnovabili a medio periodo non riusciranno a sopperire a nulla. Nel lungo periodo forse, ma la necessità di energia ce la abbiamo adesso. Questo è il punto focale e non altri. Inoltre ogni tecnologia ha le sue controindicazioni ivi comprese quelle alternative. Negarlo sarebbe irrealistico.
    “Mandi” e buona Pasqua.

  6. mikyjpeg scrive:

    Quindi secondo voi sarebbe disponibile subito?? ho i miei dubbi… E cmq ci dimostreremmo ancora una volta gamberi, tornando all’indietro quando tutta l’europa punta al nuovo. Per me rimane un pessimo investimento in tutti i sensi

  7. VoxNova scrive:

    Subito non torna, certo, ma a medio periodo si. Inoltre che mezza Europa punti al nuovo è da vedere. Infatti nessuno degli altri stati si sogna di chiudere le proprie centrali. Che stiano studiando fonti alternative quello si risulta. Io non escludo che si debba andare in quella direzione, ma l’incombenza è ora e fino a quando non ci sarà qualche cosa di alternativo che possa veramente rivoluzionare il campo dell’energia è saggio e normale affidarsi alle strade conosciute. Non è andare all’indietro. E’ semplicemente prendere atto di una situazione da cui non si scappa. Niente di più.
    Del resto queste fonti alternative dove sono? Perchè non sono applicate in maniera metodica e organica se così convenienti almeno da paesi più avanzati del nostro? Un perchè ci sarà, non credi?

  8. lisa scrive:

    Cosa intendiamo per paesi più avanzati del nostro? Se intendiamo gli USA, loro non stanno adottando le energie alternatice in maniera massiccia semplicemente perchè credono di non averne bisogno. Non mi risulta abbiano nemmeno una politica ambientale, sono la maggiore potenza a non aver sottoscritto il protocollo di Kyoto. Se invece intendiamo per esempio la Germania, le energie alternative oltralpe SONO applicate in maniera “metodica e organica”, la Germania è avanti a noi almeno vent’anni sia sul solare che sul biogas. Chi abbia girato l’europa avrà visto inoltre numerosi generatori eolici. In Italia siamo indietro perchè i petrolieri si sono finora presi i fondi stanziati per lo sviluppo di queste nuove tecnologie. Forse io sto travisando perchè l’argomento del post era il nucleare e l’ho spostato troppo, ma di fatto in Italia i fondi ci sono, tutti li stiamo pagando e solo pochi se li stanno prendendo. Non credo che una centrale nucleare porterebbe un vero beneficio in termini economici. Qualcuno ci risparmierà e qualcuno ci guadagnerà, ma non credo saranno i cittadini.

  9. mikyjpeg scrive:

    In realtà lo sono. Cito solo alcuni dati:
    -Germania 794 MWp di energia solare nel 2004, 4.500 MWp previsti per il 2020,
    -In navarra, sempre nel 2004, siamo al 60% di energia rinnovabile e puntano al 100% entro il 210,
    -75% di energia eolica mondiale prodotta in Europa,
    -la moratoria alla costruzione di nuove centrali nucleari è stata presa in Svezia nel 1980, in Spagna nel 1983, in Italia nel 1988, in Belgio nel 1999 e in Germania nel 2000. L’Austria nel 1978, la Svezia nel 1980 e l’Italia nel 1987 hanno votato dei referendum a favore dell’abbandono dell’energia nucleare, mentre il movimento di opposizione in Irlanda è riuscito a evitare nel paese l’attuazione del programma nucleare.

    Parliamo poi dei costi/tempi del nucleare?:
    “I costi di costruzione non sono facilmente prevedibili: considerando 75 impianti statunitensi completati, si è constatato che i costi di costruzione totali effettivi sono stati di 145 miliardi di dollari contro i 45 previsti; in India gli stanziamenti previsti inizialmente per gli ultimi dieci impianti sono aumentati del 300%. I costi dipendono strettamente dai tempi necessari, che da uno studio del Consiglio Mondiale dell’Energia (WEC) sugli impianti in costruzione nel mondo tra il 1995 e il 2000 sono risultati essere aumentati da 66 a 116 mesi.”

  10. VoxNova scrive:

    Che i dati che portate siano veri, nessuno lo mette in dubbio, anche se “mi appello al diritto di inventario”: la materia è ampia e discutibile.
    Ma ditemi allora, tanto per restare in Germania, come mai non fanno a meno dei loro impianti nucleari? Mi rispondo da solo: le altre formule energetiche non riuscirebbero a garantire il fabisogno dell’economia teutonica. Vi siete dimenticati, poi, che la fonte alternativa di energia maggiore in Germania è legata al legno e che sempre la Germania è la progettista e costruttrice degli impianti nucleari migliori al mondo. Allora, come la mettiamo ora?

  11. mikyjpeg scrive:

    Intanto la Germania ha approvato la moratoria contro la contruzione di nuove centrali otto anni fa. Dopodichè capisci che si tratta di discorsi diversi: da un lato ci sono centrali funzionanti che sono costate parecchi soldi e che probabilmente verranno via via messe in disuso per anzianità o per rimpiazzo con nuove fonti. Dall’altro uno stato che non ha centrali e che dovrebbe costruirne appositamente con tutti i costi ed i problemi che comportano: non si riesce a costruire un’autostrada o una discarica in Italia, fa conto una centrale nucleare che, a parte la foga elettorale, non vorrebbe nessuno.
    Se permetti c’è una bella differenza.

  12. VoxNova scrive:

    Si, la differenza potrebbe essere anche questa, ma resta il fatto che ad ora, togliendo il nucleare, non avremmo altre fonti sufficienti d’energia.
    Riguardo all’Italia si potrebbe chiuderla così: prima di dire si o no, come si fa negli altri paesi, diamo in mano la questione a chi se ne occupa per mestiere e sentiamo cosa dice. Rifiuto a priori studi di ambientalisti non tecnici che hanno anche loro non pochi interessi in ballo.
    Se lasciassimo parlare esperti del settore, forse avremmo un quadro più completo. Nessuno che sia sano di mente direbbe di si al nucleare se vi fossero alternative concrete e a breve periodo, tantomeno io.
    Alla prossima.

  13. gamberetto scrive:

    Secondo me il vero problema non è come produrre più energia. Il vero problema è rendersi conto che il vero progresso è una diminuzione della richiesta di energia stessa.
    Applicando un semplice principio di uguaglianza di diritti per tutti gli esseri umani (principio naturalmente non soddisfatto oggi) si conclude facilmente che non dureremmo un mese con il nostro tenore di vita esteso a 6-7 miliardi di persone. Indi per cui la necessità di un “regresso” per essere tutti più felici e contenti. O più che regresso, la rinascita di una cultura di rispetto nei confronti delle risorse naturali da vedere non come risorse ma come “compagni” di viaggio che non ci appartengono in realtà. Ma mi sa che è meglio se mi fermo in con questo delirium tremens.
    Ciao ciao!

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: