Spagna

La spagna è ormai un esempio. Quello che era uno dei fanalini di coda dell’europa dei 12 è ormai la nazione più movimentata d’europa. Era il paese più di destra ed ora è quello più a sinistra. Era il meno industrializzato ed ora ha tassi di crescita superiori a quelli americani. Era “la cattolicissima” ed ora si riscopre laica. Era frammentata in mille partiti nazionali e regionali e si trova ormai ad essere bipartitica.

Certo non è per caso. E non è neppure tutto merito di Zapatero dato che la crescita economica è partita sotto i popolari. Anzi, rientra nella più classica struttura democratica: con la destra si aumenta la produzione ed il benessere economico e poi la sinistra riassetta il benessere sociale. Ovvero tutto il contrario di quanto accade in Italia dove la destra fa il “sociale” ed la sinistra “mette a posto” le casse (notare il virgolettato in entrambi i casi). Inoltre c’è una visione economica legata al mondo reale e non filtrata da partitismi, parentelismi e ottusità. Guardate la crescita nei settori chiave del terzo millennio: nell’IT la Spagna cresce del 6% l’anno contro lo zero qualcosa italiano. Evidentemente laggiù non è tutto “ciapa i soldi e metti via”.

Passando ad una vista più di parte però la lezione di Zapatero al mondo della sinistra internazionale non è da poco. La sua conferma, dopo una legislatura forte dal punto di vista dei provvedimenti sociali, è l’indice che “fare qualcosa di sinistra” non è perdente in partenza. Inoltre è palese come una difesa forte e coerente della laicità dello stato non è contro la vita e la famiglia, ne tantomeno la peste bubbonica, come invece il clero (forte in spagna quasi come in Italia) vuole far credere. E’ stata una politica forte, fatta di scelte e non di tentennamenti continui, fatti e non promesse dimenticate. Si può essere favorevoli o meno ma in democrazia chi è stato eletto dovrebbe poter governare ed essere poi giudicato alla fine. Questo è successo ed il verdetto è favorevole. Anzi: perfino nella iper-frammentata spagna si è giunti alla quasi dissoluzione dei partiti minori. Il partito socialista ha superato i partiti dell’Eta nei paesi baschi ed anche il partito popolare ha limato i nazionalisti separatisti. La spagna si ritrova unita e dovremmo prenderne esempio anche noi.

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