Stupro sociale

Quello che è avvenuto l’altro giorno a Napoli non è un caso. E’ il frutto del ritorno al fondamentalismo predicato da parte della chiesa (vertici in testa) della classe politica e della stampa. L’aborto è, in ogni caso, un trauma ed i momenti successivi dovrebbero essere tutelati. Quello a cui invece si è assistito è stato un vero e proprio stupro. Io spero vivamente che quella donna sporga denuncia e non lasci cadere la cosa. Che sia utile o meno, ancora una volta, non è l’importante. L’importante è stato vedere le dimostrazioni in piazza di ieri che mostrano che l’Italia non è disposta a farsi intimidire da governanti politici e morali e perdere dei diritti che si sono ottenuti dopo aspre e dure battaglie.

Che l’aborto sia giusto o meno lo devono decidere i genitori. E finchè non ci sarà la possibilità di sostenere (sia economicamente che psicologicamente) il peso attualmente mortale di un figlio con gravi disabilità quella dell’aborto non sarà neppure una scelta ma una conseguenza sicuramente dolorosa della solitudine in cui lo stato lascia queste persone. Il sostegno dovrebbe essere la proposta per “salvare più vite” (sempre che si tratti di vite, anche li la discussione medico-etica è aperta e non voglio entrare nel merito), poi casomai parliamo di aggiornamenti.

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