L’ineffabile immobilismo del potere

Oggi su Repubblica ho letto un pezzo interessante di Concita de Gregorio di cui vorrei riportare uno stralcio su quanto accaduto ieri al senato.

Non c’è modo di spiegare ai due cronisti stranieri seduti in tribuna coi taccuini dopo due ore ancora bianchi cosa stia accadendo davvero. Prova ad aiutarli il veterano dei giornalisti parlamentari ma loro fanno domande semplici, tipo: perchè il leghista Calderoli presenta una proposta uguale a quella di Veltroni? “Lo fa per disturbare la maggioranza.” Ah, e perchè Mastella non vota coi suoi? “Perchè vuole rafforzare la sua posizione.” Ah, e come mai invece votano tutti insieme contro l’azzeramento del cda Rai? Il ministro dell’economia non ha appena detto che la Rai va riformata? “Si, ma non ora. Bisogna lasciarla com’è se no si scatena l’iradiddio.Ah.

Ora, per quanto uno ne può pensare della vicenda, è fuor di dubbio il fatto che quel che si fa in quel palazzo come nell’altro ormai non centra più nulla con la vita reale e soprattutto con qualsiasi logica. Congelare, fermare. stoppare. Neanche stessimo correndo come dei treni. Se ci fermiamo ancora un po’ torniamo indietro nel passato. E poi dire sempre tutto ed il contrario di tutto. Che fa sempre bene….
Intanto la spesa della camera crescie di un altro 3% ma tutti affermano di aver tagliato. La domanda che sorge spontanea è cosa diamine mangeranno per costare 90€ a pranzo per parlamentare?!?

2 Responses to L’ineffabile immobilismo del potere

  1. VoxNova scrive:

    “Gli italiani prendono le guerre alla stregua di partite di calcio e le patite di calcio come delle guerre”. Tutto qui😉

  2. mikyjpeg scrive:

    Ti riferisci al catenaccio all’italiana, eh?🙂

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