Cosa Rossa

Mi fanno cascare le palle. Alla grande. Non ne posso più di questa “cosa rossa”. Che non ci sta, che va in piazza, che promette battaglia, che non sa neppure che sta al governo. E’ contro il piano della sicurezza, è contro la riforma delle pensioni, è contro il risanamento eccetera eccetera eccetera. E piena di paroloni lontani almeno trent’anni dal giorno d’oggi: giustizia sociale, dialettica, scontro sociale. Ma che si guardino intorno. Quando gli operai votano a destra significa che come sinistra fai pena. Significa che prendi sempre le parti sbagliate, che proteggi cazzari perdigiorno, che non sai che ogni conquista corrisponde ad un accordo. Tu dai qualcosa e ne ricavi qualcos’altro. Non sanno che ormai il proletariato non è più fatto dagli operai ma dai precari, dai giovani senza futuro, dai piccoli commercianti e artigiani schiacciati dalle grandi distribuzioni e trattati allo stesso modo. Invece si parla dei disoccupati (quando abbiamo un tasso di disoccupazione piuttosto basso, sicuramente inferiore a molti stati esteri), dei dipendenti pubblici (che guadagnano in media il 30% in più dei privati), dei pensionati (sempre di più e con aspettative di vita più alte).

Una volta si diceva “di qualcosa di sinistra”, ora bisognerebbe dire “di qualcosa di realistico e attuale”. Se certa gente si leggesse qualche libro di storia potrebbe imparare parecchio.

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2 Responses to Cosa Rossa

  1. VoxNova says:

    Oh! Non far scherzi! Non ti sarai mica messo con la Brambilla? 🙂

  2. mikyjpeg says:

    Per carità! Non vorrei mai accorgermi (magari in situazioni “intime”) di stare con un droide!!! ;-P

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