Non violenza

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Tempo fa si discuteva sulla differenza tra pacifismo e non violenza. Quello che sta succedendo nell’ex Birmania è un esempio concreto di applicazione della non violenza. La violenza sui disarmati è più brutale, grottesca ed insensata. Mostra al mondo intero la sua agghiacciante verità. Quest’immagine, il reporter giapponese Kenji Nagai, 52 anni, ucciso perchè l’informazione fa male e destabilizza i regimi, ne ricorda molte altre del passato. Piazza Tienammen, la primavera di praga, la stella di David sul petto del re di Danimarca ed altre ancora. Tutte immagini che hanno cambiato la storia. Magari non subito ma in maniera lenta e costante.

Così spero sarà il risultato di questa protesta portata avanti camminando, pregando e scendendo in piazza. Portata avanti da un clero vero, che sta con la gente e non sta lontano nei palazzi come avviene, a volte, per alcune altre religioni messe di fronte a delle scelte.

Non lasciamoli soli. Nel mio piccolo vesto il blog di rosso. Come il sangue e come le tuniche dei monaci.

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Libero Software in Libero Notebook

Un piccolo passo per l’uomo ma un grande passo per la libertà e la concorrenza. La notizia arriva dalla Francia, patria del motto Liberté, Égalité, Fraternité ed è segnalata da punto informatico: un acquirente di un notebook acer ha fatto causa alla casa produttrice affichè gli venisse rimborsato il costo del software installato non richiesto (Windows,Works, PowerDVD, Norton e NTI CD Maker). E la sentenza è stata favorevole: rimborso di 135 €, multa di 500€ ad Acer e obbligo di pagare le spese processuali. Il tutto motivato che la vendita di hardware e software devono essere considerate separatamente.
Queste sono cose!

L’ineffabile immobilismo del potere

Oggi su Repubblica ho letto un pezzo interessante di Concita de Gregorio di cui vorrei riportare uno stralcio su quanto accaduto ieri al senato.

Non c’è modo di spiegare ai due cronisti stranieri seduti in tribuna coi taccuini dopo due ore ancora bianchi cosa stia accadendo davvero. Prova ad aiutarli il veterano dei giornalisti parlamentari ma loro fanno domande semplici, tipo: perchè il leghista Calderoli presenta una proposta uguale a quella di Veltroni? “Lo fa per disturbare la maggioranza.” Ah, e perchè Mastella non vota coi suoi? “Perchè vuole rafforzare la sua posizione.” Ah, e come mai invece votano tutti insieme contro l’azzeramento del cda Rai? Il ministro dell’economia non ha appena detto che la Rai va riformata? “Si, ma non ora. Bisogna lasciarla com’è se no si scatena l’iradiddio.Ah.

Ora, per quanto uno ne può pensare della vicenda, è fuor di dubbio il fatto che quel che si fa in quel palazzo come nell’altro ormai non centra più nulla con la vita reale e soprattutto con qualsiasi logica. Congelare, fermare. stoppare. Neanche stessimo correndo come dei treni. Se ci fermiamo ancora un po’ torniamo indietro nel passato. E poi dire sempre tutto ed il contrario di tutto. Che fa sempre bene….
Intanto la spesa della camera crescie di un altro 3% ma tutti affermano di aver tagliato. La domanda che sorge spontanea è cosa diamine mangeranno per costare 90€ a pranzo per parlamentare?!?

Windows XP Ubuntu Style

Al lavoro, come la maggioranza di noi Utonti, mi tocca utilizzare windows. Colto da bisogno di sentirmi più “a casa” e avendo un momento di vuoto lavorativo mi sono messo a smanettare un attimo ed ho trovato come poter rendere “ubuntico” il mio sistema proprietario. Leggi il resto dell’articolo

La fine del quarto potere

Da domani si apre una nuova era nel mondo del giornalismo: l’edizione on-line del New York Times sarà gratuita in ogni sua parte. Cade così una delle ultime roccaforti del giornalismo mondiale. Rimangono solo il Financial Times ed il Wall Street Journal. E’ la conferma di quanto sia cambiato lo scenario dello scambio di informazioni dall’avvento di internet. La libera circolazione delle informazioni e la continua ricerca di queste da parte di un pubblico sempre più vasto ha segnato il passo ed ha convinto il celebre giornale statunitense a rinunciare ai suoi 10 milioni di dollari provenienti dagli abbonati in favore degli introiti pubblicitari che questa mossa comporterà.

Il tema tuttavia non risulta banale in quanto riporta ad una questione ormai di peso in italia come nel mondo: l’autorevolezza e la libertà dei giornalisti. Qui in italia, si sa, siamo da terzo mondo: libertà di stampa quasi azzerata nel senso che i giornalisti, che non rinnovano il contratto ormai da anni, sono succubi degli editori che dispongono delle loro idee a piacimento richiedendo articoli allineati con i diversi schieramenti politici e eliminando ogni voce fuori dal coro. Il nostro è un giornalismo opaco, che non fa domande, che si interessa ormai più del gossip che dalle inchieste, le quali sono poche e spesso a senso unico. E qui in Italia, a quel che mi risulta, non si paga per nessun quotidiano on-line.

Che le cose siano collegate non è tuttavia un collegamento certo. Se molto si può discutere sul mondo e la cultura americana è indubbio che le sue testate giornalistiche siano tra le migliori al mondo e spesso ospitino opinioni scomode per il governo stesso e per i grandi cartelli. Non sono lontane le inchieste sul fumo, sulla sanità, fino al celebre scandalo Watergate che fece cadere Nixon. Scandalo che se fosse accaduto in Italia avrebbe sicuramente avuto meno riscontro delle esternazioni estive del nostro Fabrizio Corona. Di puttanate, scusatemi l’espressione, i nostri governi ne hanno fatte a iosa sia a destra che a sinistra e nessun giornale ha posto l’attenzione sulla cosa se non in termini strettamente legati alle dichiarazioni dei vari partiti.

I nostri giornali, diciamolo, sono parassiti dello stato. Si reggono solo sui finanziamenti pubblici e dei partiti, senza i quali sarebbero in rosso completo. Come si può sperare quindi di avere una informazione plurale, oggettiva e pungente? Forse in questo senso internet è stata una spinta non indifferente: il proliferare di idee espresse nei blog, campagne lanciate dal popolo della rete, aggregazione mediatica. Il problema di internet che non può sostituire il giornalismo è l’autorevolezza. Chiunque può scrivere quello che vuole senza portare prove, documenti, fatti. Senza essersi documentato. E questo può portare al diffondersi di informazioni non veritiere, ingigantite oppure a trascurare altri fatti di cui si ignora l’esistenza. E tutto ciò magari in buonafede. A partire, perchè no, da questo stesso blog. Io non sono pagato per indagare, cercare pro e contro. Io scrivo quattro menate che mi passano per la testa o che leggo di qua e di la. Sicuramente non è la bibbia ne è mai stata la mia intenzione che lo fosse.

Per quello il mestiere del giornalista dovrebbe essere riabilitato, anzi, protetto. Perchè è una specie in via di estinzione nella giungla del mercato globale.

Second Life… lavorativa

Da oggi comincia la mia seconda vita lavorativa. Ovvero dopo tanti dubbi discussioni e riflessioni ho infine deciso di accettare la proposta di contratto offertami da Nexen per rimanere. E dunque da ottobre sarò analista a tutti gli effetti e potrò cominciare a godere di un trattamento economico decente, rimborsi spese e varie ed eventuali. Tutto ciò ha come controparte il fatto di iniziare una vita di spostamenti non indifferenti visto che andrò a far parte di un gruppo che si sposta di continuo per il nord Italia. Di conseguenza ne escono limitate le mie attività cestistiche e musicali…. beh, vedremo. Nel frattempo ho altre tre settimane circa qui a Padova prima di cominciare a lavorare con il nuovo gruppo e, di conseguenza con l’IBM (già, sembra interessante, no? 😉 ).

Per proseguire con qualche aggiornamento sulla mia vita la convivenza va a gonfie vele, telecom mi ha attivato una ADSL che NON avevo richiesto e dunque non ho ancora una connessione ad internet decente. Se li brinco……

Cosa Rossa

Mi fanno cascare le palle. Alla grande. Non ne posso più di questa “cosa rossa”. Che non ci sta, che va in piazza, che promette battaglia, che non sa neppure che sta al governo. E’ contro il piano della sicurezza, è contro la riforma delle pensioni, è contro il risanamento eccetera eccetera eccetera. E piena di paroloni lontani almeno trent’anni dal giorno d’oggi: giustizia sociale, dialettica, scontro sociale. Ma che si guardino intorno. Quando gli operai votano a destra significa che come sinistra fai pena. Significa che prendi sempre le parti sbagliate, che proteggi cazzari perdigiorno, che non sai che ogni conquista corrisponde ad un accordo. Tu dai qualcosa e ne ricavi qualcos’altro. Non sanno che ormai il proletariato non è più fatto dagli operai ma dai precari, dai giovani senza futuro, dai piccoli commercianti e artigiani schiacciati dalle grandi distribuzioni e trattati allo stesso modo. Invece si parla dei disoccupati (quando abbiamo un tasso di disoccupazione piuttosto basso, sicuramente inferiore a molti stati esteri), dei dipendenti pubblici (che guadagnano in media il 30% in più dei privati), dei pensionati (sempre di più e con aspettative di vita più alte).

Una volta si diceva “di qualcosa di sinistra”, ora bisognerebbe dire “di qualcosa di realistico e attuale”. Se certa gente si leggesse qualche libro di storia potrebbe imparare parecchio.