Fucili e democrazia

Che il nostro paese sia pieno di gente indegna è cosa nota, d’altronde questo vale per ogni paese visto che la madre dei cretini è sempre incinta.
L’ex ministro Bossi (sottolineerei ex-ministro, cosa che nel resto d’europa non è mai avvenuta a chi ha proclamato secessione e minacciato atti di lotta armata fin dai suoi esordi…) ha detto testualmente “per i fucili c’è sempre una prima volta”. E Berlusconi, il suo grande protettore, sta zitto. Invece di condannare parole degne del carcere. Daltronde fomentare la guerra fiscale sembra essere il suo chiodo fisso. Come se nei suoi cinque lunghi anni di governo indiscusso avesse dimezzato le tasse, tagliato le spese e ammodernato il paese. Ma ci sta in democrazia polemizzare e recriminare, è normale e pure di storiche origini: l’opposizione è sempre il sedile più comodo per qualsiasi formazione politica. Ma permettere,invogliare e trascurare proclami del genere è, permettetemi la provocazione, criminale.

Il tema, si sa, è caro agli italiani, le tasse. Già, quelle inflitte dal governo Prodi. Governo che, va detto, pecca spesso e volentieri di superficialità, si dimostra litigioso insicuro e confusionario. Più tasse? Si, possibile, anzi probabile. Le motivazioni non sarò io a spiegarle, dovrebbe essere il governo, ma con quanto fatto negli anni precedenti era difficile, per questo primo anno, immaginarsi qualcosa di diverso. Già, perchè se si deve fare qualcosa di impopolare lo si fa sempre il più lontano possibile dalle elezioni (che evidentemente il governo spera essere lontane, contro ogni previsione e probabilmente contro ogni legge di natura). Si poteva evitarle? SI. Si poteva benissimo. Si poteva recuperare i soldi tagliando le spese inutili, i privilegi, gli sprechi dissennati. Ma per farlo, ahinoi, ci sarebbe voluto un governo forte, con ampia maggioranza, che potesse sostenere un’operazione che, per quanto la possiamo volere noi cittadini, è impopolare. Già perchè tagliare sul pubbligo impiego è tirarsi contro la casta più potente d’italia, i dipendenti pubblici. Perchè le caste che si dovrebbero tagliare sono potenti, ricche e ben insediate. E l’ultima maggioranza che fosse dotata di un potere tale è stata quella di centrodestra che ha precedentemente governato. E non lo ha fatto. Non si poteva pretendere tanto da questa sgangherata combriccola che si regge sullo stato di salute di qualche ultrasettantenne. Lo dico con amarezza ma è la pura verità. Avercela ‘sta forza, voterei perfino la destra se promettesse questo. Ma non ho molte speranze.

Eppure. Eppure il peso fiscale è nella media europea. Superiore ad alcuni paesi ed inferiore agli altri. Che poi i servizi non siano all’altezza è spesso vero (anche se nella nostra italica mania del lamento non ci accorgiamo che una recente statistica europea, dati OMS, rilancia la sanità italiana al secondo posto.
Questo non è una giustificazione per le tasse alte. Personalmente io per dei servizi efficienti offerti da una pubblica amministrazione competente e presente le pagherei più che volentieri. Se questi non ci sono è giusto richiedere, anzi, pretendere tasse più basse. Pretendere, non cercare di prendersele con la forza o minacciare di farlo.

Ma la politica ormai in italia non esiste più. E’ solo una serie di potenti che vogliono mantenere i loro imperi/poltrone/affari, qualche buffone che fa presa sul pubblico e una schiera di burattini che paiono fatti con lo stampino e parlano per recite prescritte. E quando invece dicono la loro sparano ca….te.

3 Responses to Fucili e democrazia

  1. VoxNova scrive:

    Guarda, aldilà del folclore del Bossi, devo dire (spero che non ti deluda troppo) che non condanno le sue parole, perchè rispecchiano i miei sentimenti ogniqualvolta mi chiamano ingiustamente all’ufficio delle entrate di Udine per strizzarmi ben bene.
    Mia madre, per fare un esempio, stà cercando di chiudere l’attività perchè non ce la fa più! A fronte di un utile dello scorso anno di euro 5000 circa è costretta a chiedere un prestito alle banche per pagarne 8000 di tasse, siccome gli studi di settore dicono che i suoi utili sono al contrario di 18000.
    Per evitare addirittura una verifica fiscale che le fermerebbe l’attivita per tempo indefinito col rischio che alla prima virgola fuori posto si ritrovi a dover pagare una sanzione doppia, mia madre ha giustamente optato per versare ciò che lo Stato ingiustamente le ha richiesto. E tralasciamo pure cosa è toccato a mè.
    Sai, nel veder piangere mia madre, dopo tanti anni di duro lavoro, ti confesso che il fucile sarei tentatissimo ad utilizzarlo e ti garantisco che lo farei non su ordine di Bossi, ma su quello della mia coscienza.
    Quel che è peggio è che di ciò che ci stanno rubando a me non torna niente, nemmeno sotto forma di servizzi, che peraltro sono costretto a pagarmi perchè faccio parte a loro dire dei ricchi.
    E dimmi, allora, per cosa dovrei immolarmi? Per la tanto vituperata redistribuzione sociale di cui tanto si parla nel Governo? Governo che gente che ha tirato il grilletto e ucciso sul serio l’ha messa a ricoprire ruoli istituzionali!
    Se permetti, lascerei perdere la questione, di qua e di la, perchè non ci sono parole, nemmeno una, credimi.
    Saluti e alla prossima.

  2. mikyjpeg scrive:

    Non saprei che dirti. Anzi, alcune cose le ho pensate, le ho pure scritte. Ma poi le ho cancellate perchè dopo tutto io sono ignorante in materia e non ho che alcuni esempi che conosco e sono ben diversi dai tuoi. Alcuni pagano di più di quel che dovrebbero altri di meno. Altri ancora invece nelle tue condizioni non hanno aderito agli studi di settore e ogni anno vengono controllati, vagliati e quant’altro perdendo un sacco di tempo e pazienza. Ogniuno la vede a modo suo e fa quello che pensa sia meglio fare.
    I famigerati studi di settore sono sicuramente iniqui. Perfino quelli che ne approfittano pagando meno di quello che dovrebbero lo ammettono. E quindi bisogna agire nel modo che si ritiene più giusto per far valere le proprie ragioni.
    Dopotutto a nessuno piace pagare le tasse. Ma dimmi un’altro paese democratico dove un capo di partito minaccia di prendere le armi contro il governo. Non è questione di avere o meno ragione ma di voler vivere in uno stato democratico o meno. Chi vince comanda e se fa cazzate le pagherà a fine legislatura se non prima. Chi vuole ottenere ragione con la forza per me non è altro che un fascista (o un nazista o uno stalinista, chiamalo come vuoi, il significato è lo stesso).

    NB:Quanto al discorso ex-brigatisti potrei anche dirmi d’accordo ma centra come la carne col pesce con quanto stiamo discutendo. Altrimenti tiriamo in ballo anche i tangentisti così puntiamo alla bagarre 😉

  3. VoxNova scrive:

    Guarda, la domanda io non me la porrei solo perchè stiamo parlando dell’Italia, dove tutti tuonano, ma si guardano bene dal passare ai fatti. Sai, in fin dei conti stanno fin troppo bene per far finire tutto a schioppettate, credimi 😉

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