Guida in stato di ebbrezza

Stop alle stragi del sabato sera, il governo scende in campo e dice: sequestro dell’auto. Mi viene quasi da ridere. Come se fosse la soluzione. A cosa serve il sequestro? Da quel che dicono le cronache è spesso gente a cui è stata sospesa la patente ma a cui gli è stata anche restituita. Quindi gli sequestriamo la macchina, gliela ridiamo e loro lo rifanno allo stesso modo. Il problema è che siamo troppo permissivi con l’alcol. Per motivi storici, il vino e quindi l’alcol fanno parte della cultura e società italiana. Che male vuoi che faccia. Invece. All’estero per bere bisogna mostrare la carta di identità ed i livelli consentiti sono inferiori a quelli italiani. Ma soprattutto se ti beccano non sono noccioline. In america, per esempio, dove la macchina viene considerata una cosa seria pur lasciando guidare dai sedici anni. Laggiù se ti beccano al volante bevuto ti becchi minimo una notte in cella. la guida te la scordi per un pezzo, vieni processato e la cosa rimane sulla tua fedina per un pezzo e scompare solo se non ci ricaschi. Ed oltre a questo vieni obbligato a svolgere servizi socialmente utili. Qui a malapena ti danno un buffetto.
E’ inutile lamentarsi senza fare nulla di serio e nascondendosi dietro un’usanza consolidata. Per migliorare le cose bisogna prima o poi rendersi impopolari. L’esempio è la legge sul fumo dello scorso governo (una delle poche che apprezzo senza remori): impopolare tra i fumatori ma un vero toccasana per l’intera società.

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5 Responses to Guida in stato di ebbrezza

  1. lisa says:

    Personalmente credo sia una dura battaglia, una vera guerra alle abitudine italiane, pensiamo un po’ a quello che sta nei bicchieri sulle nostre tavole. Nonni e genitori che ritengono che vino faccia buon sangue, e per quel che vedo io mio padre supera la soglia alcolica ogni giorno a pranzo, visto che pare basti un bicchiere. Come potrebbe mai cambiare abitudini? Mi riesce impossibile anche solo pensare di fargli capire che è giusto tenere una soglia così bassa.
    Secondo me se la battaglia è da fare allora bisogna farla fino in fondo e fare la guerra anche agli orari delle discoteche, vogliamo parlare delle migrazioni notturne verso Jesolo con ragazzi che tornano a casa il mattino dopo? E poi anche a tante altre cose, non le scrivo perchè non è il mio blog.
    Ma non credo che in Italia ci sia la capacità di fare battaglie di questo genere. Però ho fiducia nelle nuove generazioni e nella formazione di una nuova coscienza collettiva.

  2. enrico says:

    credo sia una cosa di non facile soluzione. ci sono troppi interventi da fare e la burocrazia in Italia penalizza troppo. Proibire è un’arma a doppio taglio. Ci vorrebbero più controlli. In Italia se ne fanno sempre troppo pochi rispetto agli altri paesi. Poi pene più severe, ma soprattutto applicarle. Ritiro della patente, annullamento della patente, sequestro dell’auto, prigione. E in casi di incidenti mortali come questi ultimi anche le applicazioni delle leggi dovrebbero essere diverse e quindi di conseguenza anche la pena, fino all’ergastolo. Di Pietro avrebbe detto ieri cose sagge. Ma finiranno tutte le dimenticatoio, come sempre.

  3. VoxNova says:

    Sottoscrivo appieno quanto hai detto, carissimo. Nulla da aggiungere. Le tue sono quel che si definiscono “parole sante”!
    “Mandi” da “VoxNova”.

  4. mikyjpeg says:

    La speranza è l’ultima a morire. Santo potrebbe essere fatto chi avesse il coraggio, tra i nostri politicanti di mestiere, di fare qualcosa di deciso. Ma il coraggio, in politica paga solo all’estero dove le persone si possono votare. Qui o si segue il partito e si è fuori. Viene il dubbio che i partiti siano alquanto avvinazzati 😉

  5. VoxNova says:

    Magari è solo una tua impressione 🙂 .

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