Costi della politica

I costi della politica, si sa, sono allucinanti. Sprechi, stipendi alti, detrazioni, privilegi a non finire. Eppure qualcosa sembra che si muova. Non c’era riuscito il liberalismo berlusconiano ed invece sembra (il condizionale con questo governo ballerino è d’obbligo) che lo possa fare lo sgangerato manipolo (per nulla piccolo tra l’altro) che ci governa. Si tratta di una goccia in un mare: 500 milioni di euro. Sembra una enormità ed invece è ben poco nel miasma dei costi della politica (stimati in 4 miliardi ma probabilmente di più). Il testo del disegno sembra voler puntare alla riorganizzazione dello stillicidio di enti, entucoli, comunità montane, consorzi etc di cui il nostro paese è gravato da sempre. In oltre riduzione dei membri dei vari consigli di amministrazione e qualche altro taglietto qua e la.

Bravi. Ma.

Ma i parlamentari? Auto blu, telefonini, viaggi a iosa, contributi per le case? Certo, hanno aperto Linux a chi non vuole Windows (grande cosa, ma quanti cambieranno?) ma lo si può chiamare un inizio? Non mi pare. D’altro canto è facile fare i conti nelle tasche altrui ed agire per il bene della comunità senza pesare sul proprio portafoglio. Il parlamento si autoregolamenta, mi risponderanno i più saldi in materia costituzionale. E se i tagli dei parlamentari li facessimo decidere alle regioni? Vuoi vedere che nascerebbe una lotta all’ultimo taglio? Virtuosità in punta di penna.

Macchè. Per i veri tagli ci toccherà aspettare ancora a lungo. Ma intanto godiamoci il contentino. Sempre che arrivi sul serio.

Aggiornamento: sono diventati 1,3 miliardi. Sempre senza toccare i politici di primo piano. Chi offre di più?

3 Responses to Costi della politica

  1. Andrea Menegolo scrive:

    Ciao Michele,
    avevo ascoltato su Radio 24 il discorso dei tagli: sembar che siano di 800 milioni per gli enti locali e 500 milioni per lo stato centrale.
    Tra l’altro hanno detto che il “popolo eletto” in Italia raggiunge il numero di 180 mila persone: pari a cinque-sei paesi europei messi insieme. Mi sa che ci vorrebeb un bell’accorpamento di comuni , province e Regioni. Abbiamo comuni che vanno dal centinaio di abitanti al milione. Forse c’è qualcosa da riorganizzare.
    Ciauz

  2. Andrea Menegolo scrive:

    ops… ho invertito le cifre: taglio di 800 milioni allo stato e 500 milioni agli enti locali.

  3. mikyjpeg scrive:

    ci sarebbe molto da riorganizzare. Personalmente ritengo sia doveroso eliminare le provincie, del tutto inutili, e raggruppare i comuni al di sotto dei 10.000 abitanti. Se pensiamo a quanti comuni abbiamo che non raggiungono i 500 abitanti dove sono praticamente tutti o assessori o consiglieri! E poi taglierei drasticamente le circoscrizioni con la mannaia.
    Tanto per cominciare!

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