Vecchiaia che avanza

In questi giorni le prime pagine dei giornali sono costantemente piene di titoli riguardanti la riforma delle pensioni. Anzi, controriforma, visto che si tratta del cambiamento di una riforma precedente. Il problema pensionistico in Italia, si sa, è quanto mai spinoso. Perchè chi cerca di gestirlo è già pensionato o gli manca poco. Basta guardare il confronto: da una parte il governo formato da sessantenni (e anche più) già, in maggior parte, parlamentari e dunque pensionati con soli 5 anni di “duro” lavoro. Dall’altra parte i sindacati che ormai annoverano tra le loro file più pensionati che lavoratori. Che parlano dei pensionati di oggi. Certo, per uno che ha lavorato 34 anni rompe mooolto i cosiddetti pensare che dovrà di colpo aspettare 3 anni piuttosto che uno per percepire la pensione. Non lo metto in dubbio. Ma i punti più importanti per il paese non sono questi. Perchè bene o male queste persone la pensione la percepiranno. Dove sono i giovani al tavolo della trattativa? Quelli che, come me, la pensione probabilmente non la vedranno MAI? Si sono già mangiati tutto. Chi? quelli che hanno governato il paese negli ultimi 20 anni. Quelli che hanno dato le pensioni a 35-40 anni di età, quelli che si sono dati 3-4-5 pensioni insieme, quelli del “si andrà in pensione con lo stesso trattamento di quando si esce”. Quelli che ora sono in pensione o che ci stanno andando. Che hanno pensioni da migliaia di euro.

Secondo me il governo ha fatto bene ad impegnarsi sulle pensioni minime, che rappresentano un serio problema per chi ha realmente bisogno della pensione. Ma se i sindacati non vogliono accettare le offerte che gli si fanno per me si possono pure tenere lo scalone. Anzi, fosse per me lo lascerei proprio usando le risorse per le pensioni di domani. I sindacati minacciano lo sciopero generale? Potevano agire al momento dell’approvazione della riforma, no? E comunque non si può far diventare tutto sempre una telenovela. Uno stato non può umanamente accontentare tutti. Bisogna dare delle priorità, stabilire un prezzo che si può pagare e trattare su quello. Dopodichè non è che ci si può sempre calare le braghe.

Vorrei sapere quanto i sindacati si siano organizzati per promuovere l’informazione verso il tfr, su cui bisogna decidere entro domani. Eppure nessuno ne parla. Perchè questa vecchia classe dirigente pensa solo alla propria di pensione.

3 Responses to Vecchiaia che avanza

  1. VoxNova scrive:

    Due riflessioni veloci: dove erano i sindacati quando hanno regalato le “beby(hai visto l’ho scritto come ti piace🙂 )pensioni” e le pensioni d’oro? Quando li sì avrebbero dovuto difendere i diritti di tutti, vecchi e giovani!
    Dove erano i nostri genitori? Si mangiava e si beveva tutti e quindi non c’era tempo di preoccuparsi?
    Una precisazione: un parlamentare ha diritto alla pensione appena passato metà mandato di Legislatura, quindi due anni, sei mesi e un giorno, anche con governi diversi purchè la Legislatura sia la stessa. Motivo per il quale non faranno cadere il Governo fino ad allora, mentre la Nazione sprofonda sempre di più nel caos dell’ingovernabilità.
    Che dire? Amen!😦

  2. mikyjpeg scrive:

    Già. Probabilmente erano pronti ad approfittarne.
    Solo 2 anni? Ero convinto che servisse una legislatura. E poi parlano di tagli alla spesa pubblica. Destra o sinistra in questo (e altro) pari sono.

  3. VoxNova scrive:

    Più sei mesi e un giorno😉 .
    Sai, su certe questioni riescono sempre a raggiungere larghe intese🙂 !

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