Lo sciopero infinito

A volte viene da chiedersi se sia giusto scioperare. E la risposta è la stessa: si, è giusto. Ma è giusto farlo con cognizione di causa. La situazione che continua ad imperversare in Alitalia è al limite del grottesco. L’azienda perde decine di migliaia di euro al giorno e i dipendenti continuano a scioperare. Se non fosse finanziata dal tesoro sarebbe già chiusa da un pezzo ed i suoi dipendenti in cassa integrazione. Anzi, magari neppure quella dato che probabilmente avrebbe dichiarato bancarotta. Sembra che questo sciopero causi più danni che altro. Al di là delle chiare colpe di una dirigenza inetta e strapagata, la fine dell’aliatalia è dichiarata dai suoi stessi dipendenti. Viene da domandarsi CHI compra ancora biglietti di una compagnia che ogni altro giorno dichiara uno sciopero. Non si tratta più di lotta sindacale ma di tappare il naso ad un soggetto in crisi respiratoria.

Altro punto tutto italiano: gli statali. A cui non si può dire di no, dopotutto lo sono anche i politici. Solo che loro lo stipendio se lo alzano da soli con intervalli ben più corti. Chissa che arrivi l’aumento a questi poveri statali. Ma in cambio vogliamo dei servizi efficienti e al servizio del cittadino, con gente competente che non sia li solo a scaldare il culo e risponderti torni in orario di apertura, dalle 10.30 alle 11.30! Allora si che nessuno avrà più problemi a pagargli lo stipendio.

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2 Responses to Lo sciopero infinito

  1. markus14 says:

    Ciao Michele. Sono reduce da un concorso pubblico “tentato” ieri e giustamente non superato. Eravamo oltre tremila. Per 4 posti (otto totali, ma quattro riservati a personale già interno). Tutti nel nostro cuoricino vorremmo un posto “statale” o comunque “pubblico”. Perchè crediamo sia sinonimo di sistemazione definitiva e bella vita. Solo che con la categoria “statali” indichiamo non una categoria di persone ma quelli che in quella categoria non hanno voglia di fare un cazzo. E quelli che non hanno voglia di fare un cazzo nel privato ci sono pure solo che hanno un altro nome, “protetti del capo”. Non creo sia un problema statali o non statali credo che bisogna ragionare sulle motivazione che spingono la gente a lavorare e probabilmente a farlo sempre peggio: stipendi ridicoli e come se non bastasse situazioni contrattuali sfavorevoli e discriminanti per noi giovani. E’ questo il male da combattere. Un male voluto da un governo (il precedente) che ha rovinato il mondo del lavoro italiano, giovanile e non…

  2. mikyjpeg says:

    Guarda che quello che ho scritto non è contrario agli statali! Anzi, ho scritto DIAMOGLIELI questi euri in più. Il problema degli statali è la totale mancanza della meritocrazia. Spesso manca anche tra i privati (è più che vero), ma tra gli statali non esiste proprio. E ti credo che la gente cerca di diventare statale, più stai dentro e più sali. Quello che vogliamo è soltanto che quelli che lavorano seriamente siano valorizzati a discapito dei fankazzisti.
    Quanto agli stipendi ridicoli e situazioni sfavorevoli hai perfettamente ragione. E la colpa è del governo precedente ma pure di questo che ha pensato più ad indulto e Co. piuttosto che fare quanto descritto nel programma. E la colpa è pure di una classe imprenditoriale ormai inesistente, con aziende comandate da manager che non sanno nulla di quello che producono ma sanno gonfiare le cifre che scrivono. E che quindi non valorizzano coloro che si dimostrano in gamba.
    Ma vallo a dire a L.C.D.M. per lui è tutto merito loro.

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