Si fa presto a dire terrorismo…

Vorrei tornare un momento sui commenti espressi da Rivera al concerto del primo maggio. Al di là della inappropiatezza del momento, come ho già espresso nel mio precedente post, vorrei soffermarmi sulla risposta vaticana. Ovvero : terrorismo.

Non mi aspettavo molto di più da questa vecchia chiesa in declino. Tutto ciò che ha detto Rivera lo condivido, sia l’arretratezza in cui è ricaduta dopo l’occasione persa con l’elezione di Benedetto XIV, sia la critica sui funerali. E’ un discorso che mi preme da tempo e che non avevo ancora avanzato qui sul blog (i miei amici invece sanno ormai bene come la penso). Ma ricapitoliamo un attimo il mio percorso per farvi capire che non è una posizione presa con sufficienza o pregiudizi. Io sono stato nella chiesa cattolica per tutta la mia vita. Ho cominciato come chierichetto, avevamo un prete giovane ed in gamba che ci ha sempre spinto a darci da fare. Eravamo chierichetti sui generis dato che eravamo talmente intraprendenti che scrivevamo un giornalino, facevamo uscite, incontri. Nessuno ci spingeva ad andare, eravamo noi a volerlo fare. Ho partecipato a varie uscite con l’ACR ed i gruppi, ho sempre partecipato alle attività parrocchiali, ho fatto campi scuola diocesani e l’animatore al campeggio. Sono entrato nel Movimento studenti di azione cattolica e ci sono rimasto per 8 anni, cinque come animato e poi tre come animatore. Ho oganizzato campi, veglie, cori e cineforum. Mi è sempre piaciuto quello che facevo e l’ambiente in cui lo facevo. Poi le cose si sono a poco a poco deteriorate.

Probabilmente a guardar bene non sono mai stato appassionato della messa: facevo il chierichetto o il musicista, insomma, quanto potevo per non subirla passivamente. Ed ho sempre trovato le ripetizioni insite nella liturgia più un ostacolo che un avvicinamento. Mi piacevano le letture e le prediche ma aborrivo i salmi e le preghiere ripetute all’infinito. Ma fin qui niente di trascendentale. Poi però, partecipando a vari incontri mi sono scontrato sempre più con una rigidità ed arretratezza uniche. La prima vera rottura l’ho avuta durante un incontro con alcuni rappresentanti del “movimento per la vita”. Mi sono accorto che pur essendo un incontro di dialogo, il dialogo non esisteva. Era così e basta. Senza spiegazioni. E chi non la pensava così doveva vergognarsi. Si, mi hanno detto di vergognarmi e che non ero un vero cristiano se la pensavo così. Ora, un conto è la fede ed i dogmi, un conto è la vita di tutti i giorni ed il rapporto con la scienza. Io posso avere delle idee e non vedo perchè devo vergognarmi di averle. Ho cominciato ad aprire gli occhi e quello che ho visto non mi è piaciuto. Il vescovo di Vicenza ci proibiva di cantare canzoni bellissime se non avevano un esplicito riferimento a Dio. Da musicista ho sempre odiato profondamente che certa musica (anche senza parole) potesse venir trovata offensiva se suonata in chiesa quand’anche i significati che assumeva fossero diversi dagli originali. La chiesa ha detto che applaudire in chiesa o fare balli era sconsigliato. Ho visto preti bravi essere allontanati e rimpiazzati con altri più allineati ed ho visto seminaristi in gamba che una volta preti sono cambiati radicalmente. Ho visto gli sprechi del vaticano ed i soldi che prende.

Poi è morto Giovanni Paolo II che, nonostante alcuni atteggiamenti accentratori ed alcune idee, ho ammirato e ritenuto rivoluzionario. Diciamolo, la storia del papato è piena di nefandezze e già questo potrebbe farci dubitare del cattolicesimo. Ma a quel punto la chiesa poteva scegliere di guardare alla vita reale, quella dei veri problemi nominando un papa che avesse vissuto in quei posti. Ha preferito invece un’uomo vissuto sui libri, di rara intelligenza per carità, ma campata in aria. Quando l’ho visto uscire sul balcone ho pensato che aveva l’aria di uno che ha raggiunto il suo obbiettivo più che di uno che ne aveva uno. Ma ho pensato che potesse essere solo un pregiudizio. Invece i fatti mi stanno dando ragione. Tante cose, piccole e grandi. Dall’ermellino ritirato fuori, alle polemiche causate da citazioni troppo dotte da essere comprese nel significato che le si voleva dare. Alla carta bianca data ad alcuni personaggi della curia per intervenire su tutto. Alla discussione su argomenti futili e quasi medioevali come l’esistenza del limbo. Al regalo di “anniversario” di 500€ a TUTTI i vescovi della chiesa per garantirsi il sostegno. Fino ad un fuoco di espressioni che ormai sono ben più vicine all’estremismo che alla chiesa. Chi critica la chiesa compie terrorismo. Chi invece paragona gli omosessuali ai pedofili va difeso a spada tratta. Chi vuole una morte dignitosa non può avere un funerale mentre chi compie crimini di ogni tipo avrà tutti i crismi.

Non sono io che ho perso la fede. E’ la chiesa che mi ha perso. Io mi ritengo cristiano, ma ho grossi dubbi sul fatto di essere ancora cattolico.

Annunci

3 Responses to Si fa presto a dire terrorismo…

  1. Brego says:

    si fa presto a dire … retrogradi!
    a ciascuno il suo!

  2. lisa says:

    Credo che questo sia un argomento molto delicato, ma che sia giusto parlarne, perchè proprio il dialogo nei giusti toni potrebbe portare non dico ad una soluzione, ma ad una più serena convivenza e magari anche ad un riavvicinamento di molte persone. Personalmente la cosa che mi è più dispiaciuta tra quello che ho visto e sentito ultimamente, è la mancanza di tolleranza, valore in cui credo molto, che spesso è la strada più difficile da percorrere ma che non credo dovrebbe venir meno in chi predica soprattutto e innanzitutto l’amore.

  3. profmau says:

    e renditi conto quanto è dura per uno come me che dentro la chiesa ci è rimasto…e ci sono rimasto perchè cerco di scegliere in base ai miei ideali, ma è dura…resto convinto che soprattutto in Veneto non esistano luogi educativi paragonabili agli oratori e alle chiese; i pochi centri sociali laici spesso sono caricature politicizzate di ideali in sè validi, i gruppi sportivi spesso sono scuole di volgarità e competizione sfrenata…per chi vuole costruire qualcosa per i ragazzi la chiesa resta un ambiente fecondo di possiiblità e di spazi…nonostante la gerarchia stia degenerando…ma se guardiamo al laicato, non che la gerarchia politica o sportiva sia messa meglio…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: