Certe cose…

…mi fanno proprio inkazzare.

Oggi un treno partito da reggio calabria diretto a Roma pieno di giovani diretti al concerto del primo maggio hanno distrutto il treno che li trasportava. Distrutto. Perchè erano “irritati” dal fatto che dovevano pagare il biglietto. Ma è possibile che in questa Italia tutti pensano che sia tutto dovuto? Possibile un tale disprezzo per le cose? La polizia avvisata della cosa ha organizzato una retata ma se li è fatti scappare quasi tutti. E ora chi paga saremo noi, i soliti stupidi che pagano sempre.

Mi fa inkazzare che negli ultimi due mesi di pendolarismo abbia trovato solo 1 controllore. Mi fa inkazzare la polizia che da le multe unicamente per fare soldi e mai per aumentare la sicurezza. Che nasconde gli autovelox per far correre la gente e beccarla invece che farsi vedere e far andare tutti più piano. Mi fa inkazzare sapere che Corona dichiarava 0€ e non ha mai ricevuto una visita da nessuno.

Al concerto del primo maggio il primo conduttore ha esordito attaccando il papa. Dicendo cose che io, nato e cresciuto nella chiesa cattolica, condivido appieno al 100%. MA COSA CAVOLO CENTRANO CON LA FESTA DEI LAVORATORI?!?!

Mi fa inkazzare questo collegamento lavoratori=sinistra pur essendo io di sinistra. Chi lavora è un lavoratore e basta, la sua festa è oggi e se si deve sentire imbarazzato per questo collegamento allora non si è fatto altro che buttare nel cesso la vera festa. Perchè ormai è chiaro che non è così. E’ lampante che il paese è diviso in due e così pure i lavoratori. Che io o qualcun’altro lo possa ritenere assurdo o meno non ha la minima importanza!

7 Responses to Certe cose…

  1. Sandro scrive:

    MI fà molto piacere che a sinistra non siano tutti dei cazzoni come quelli del trano di Reggio,in più finalmente un discorso non ipocrita sul ruolo della politica nel mondo del lavoro, chi lavora lavora e basta, io essendo di destra lavoro da 31 anni, ho fatto di tutto dal facchino, a quei rompiballe che mettono la pubblicità nelle buchette della posta, ebbene io sono orgoglioso per tutto quello che ho fatto, anche perchè con il mio lavoro, che se ne dica, contribuisco purtroppo a fare in modo che delinquenti del genere a passare impuniti, tanto, io paago
    bel blog complimenti

  2. babilonia scrive:

    pienamente d’accordo con te, su tutto.
    enrico, un lavoratore non di sinistra.

  3. Alberto scrive:

    Ero su quel treno, con la mia compagna e i nostri tre bambini.
    Non è destra o sinistra, non è governo Berlusconi o governo Prodi!
    Non è colpa delle FF.SS. o tanto meno della Polizia e/o dei Carabinieri!
    E’ sicuramente “nostra” la colpa che in questi ultimi 30 anni abbiamo dimenticato di insegnare l’educazione e la “civiltà” ai nostri figli. Siamo del mondo del tutto è dovuto, dove i nostri figli vanno sempre giustificati e mai rimproverati e dove tutto gli DEVE essere concesso. In mezzo a quella banda di giovincelli, il 50% era sotto i 18 anni, il 40% erano ventenni e c’era anche qualche trentenne … ma quello che mi domando, quel 50% chi li manda a Roma per la festa del primo maggio? Sono quei genitori di cui parlavo! Purtroppo, quel viaggio ha dimostrato la stupidità di ognuno di noi, che ci preoccupiamo sempre di condannare e colpevolizzare l’operato degli altri, ma diamo ai nostri figli un esempio che altro frutto… marcio … non può dare. Dobbiamo cambiare mentalità, dobbiamo capire di non essere supremi ma membri di una società, nella quale si deve rispettare il prossimo e il prossimo ci rispetterà perchè noi, siamo anche il prossimo. Dico questo pensando a qualla coppia di coniugi, che erano sullo stesso “vagone cuccette” su cui viaggiavamo, che sbraitava contro tutti quelli delle ferrovie e contro tutti i poliziotti che erano stati inviati a cercare di gestire quella situazione. Beh! Davanti al figlio che aveva circa 5 anni, ho sentito gridare “pezzo di merda” (in calabrese) ad un controllore che passando sotto la carrozza, non aveva risposto alla domanda : -“ma quando riparte questo cazzo di treno?”, ha poi gridato alla stazione di Roma ai poliziotti che erano stati inviati sul posto, urlando: “ma la polizia dov’era questa notte a Lamezia” … quei poveri cristi, inviati in una decina, contro una marea di giovani (rappresentanti dei nostri figli) cosa potevano fare? Prendere a manganellate tutti quei stupidelli? … Senza dimenticare che in mezzo a quella massa c’era sicuramente anche qualche povero figlio che come unica colpa era quella di essersi trovato sul vagone sbagliato.

    Che altro dire?

    L’educazione, non è dire buongiorno o buonasera, non si ha se si è ricchi o se si è poveri, non è essere di sinistra o di destra … l’educazione è il frutto dell’essere civile.
    E’ il nostro senso civico che va rivisto. Stiamo regredendo trasportati dalla nostra “priorità su tutto e tutti”.

    I fatti di quel viaggio – alle 23,40 il treno proveniente dalla costa Jonica, arriva con regolarità allo scalo di Lamezia dove si sono eseguite le consuete operazioni di aggancio con i vagoni provenienti da Reggio Calabria. A questo punto, il personale di terra supportato dalle forze dell’ordine, una decina di carabinieri e una decina di poliziotti (tutti padri di famiglia tra i 40 e i 50 anni) hanno iniziato a controllare vagone per vagone i biglietti dei viaggiatori. Alcuni ragazzi, sprovvisti di vidimatura del biglietto sono stati accompagnati alla timbratura, qualcuno sprovvisto è stato fatto scendere e “qualcunaltro” trovato in stato confusionale (grazie al alcool o a qualche droghetta di cui non sanno fare a meno) è stato fatto scendere ed è stato portato con il 118 presso dei centri specialistici (suppongo hospedale).
    Alle 3.15 il treno si è – finalmente – messo in moto e siamo partiti. Alle 5.15 un forte odore di freni bruciati ha invaso la cuccetta, il treno era stato bloccato da “qualche genio” che aveva tirato il freno di emergenza. Quei poveretti del personale sono intervenuti, verificato e sbloccato il freno, si è ripartiti.
    Arrivati a Napoli, alle 7.00 circa (non ho memorizzato a che ora siamo arrivati) dove era prevista una breve fermata, ho visto un pezzo di sedile buttato sulla banchina, una banducola che ha colpito e rotto degli istintori ho visto gente scendere per andare a prendere un altro treno perchè non si riusciva a capire se saremo partiti o se il treno – visti i numerosi danni già arrecati – venisse bloccato. Alle 9.00 circa siamo ripartiti. Poco prima di Latina, uno dei “tanti geni” ha nuovamente tirato il freno di emergenza. Solito intervento, e si è ripartiti. A circa un chilometro dalla stazione termini, alle ore 11.05 circa, nuova frenata di emergenza. In questa occasione abbiamo visto una porta volare dagli ultimi vagoni, sopra il binario parallelo (il personale si è subito operato per avvisare il treno in partenza che avrebbe rischiato il deragliamento). Sbloccato questa ennesima frenata di emergenza, si è ripartiti e appena il locomotore si è finalmente inserito nella pensilina del binario 15 … altra frenata di emergenza. Dopo pochi secondi si è visto uscire il “branco dei bravi fanciulli” che sfilavano su più direzioni. Attraversati i binari sul lato destro del treno una parte è sfilata e si è dileguata sulle varie pensiline, gli ultimi appena viste le forze dell’ordine che gli venivano in contro si sono precipitati a risalire sui vagoni. Un secondo troncone, che si è dileguato sul lato sinistro del treno (sul lato con la numerazione più alta dei binari della stazione termini – da dove partono i locali … credo!) nello sfilare su questo sentiero, ho visto che qualche bravo figliolo, raffolta qualche pietra dal selciato ferroviario la tirava con disinvoltura disotto (dove, nel migliore delle ipotesi, sicuramente c’era l’autovettura di qualche povero disgraziato parchegiata. Spero che il destinatario, non era un essere umano!). Alla fine, dopo che il 90% dei bravi ragazzi se l’è data a gambe, ci è stato concesso di entrare in stazione. Siamo scesi, e ci siamo incamminati verso l’uscita … alla fine del binario, c’erano posizionati una “dozzina” di poliziotti accessoriati per l’antisommossa e altrettanti carabinieri (in semplice divisa, mi sembra) che ci guardavano sfilare. Non so se hanno operato arresti, ma non mi è sembrato.

    Che altro dire? Cordialità verso tutti quei passeggeri che come noi, hanno viaggiato su un treno di giovani incivili, cordialità per tutti coloro che hanno perso la coincidenza e sono arrivati alle loro dimore, chi sa in quale ora e chi sa con quante ore di viaggio sulle spalle. Cordialità per i genitori di questi giovani, che si nascondono con un cappuccio della felpa, che sfilano con lo sguardo prepotente, ma basso. Cordialità per questi giovani che domani saranno genitori e cordialità per i loro figli che partono da dei genitori con un valore civile che rasenta il massimo dell’ignoranza. Ovvero la massima stupidità.
    Ragazzi figli di QUESTA ignoranza e incivilta, ragazzi di oggi e di domani, poveri voi!

    Se i vostri genitori non vi hanno insegnato nulla, non vi imbarbarite, e insegnate a LORO e domani ai vostri figli il vivere civile. Non vi fate belli di essere barbari, curate la vostra qualità.

    Un solo rimprovero finale.
    Questo è per chi fa le leggi e chi le fa rispettare.
    Non si può permettere che questi fatti passino inpuniti.
    La legge, deve punire – concordo con chi ha scritto prima di me – SERIAMENTE chi commette dei crimini, e non soltanto chi passa con il giallo o chi parcheggia male l’autovettura. Il messaggio che si sta dando è: “commetti tranquillamente il tuo crimine” poi in qualche modo la fai franca.
    Il carcere deve essere CARCERE. Se oggi mi condanni a 30 anni a meno che non si dimostra che ci sono state nuove e valide circostanze per le quali non meritavo quei 30 anni, non dovresti più parlare di me per 30 anni. Trascorsi i 30 anni ti devi solo preoccupare di aprire la porta del carcere per farmi uscire.
    Allora sì che il carcere torna ad essere un posto di cui aver paura. E allora sì che vedrai i giovani meno strafottenti verso la giustizia e le forze dell’ordine. Invece i buoni avvocati (che ne traggono il loro cospiqui vantaggi) e la nostra legge CHE E’ TROPPO CIVILE rispetto al popolo che gestisce, il crimine lo trasforma nel tempo in una marachella, e la bestia che lo ha commesso lo trasforma in un essere umano che va recuperato. Beh!!! Credo di dare voce al 90% degli Italiani e dico : – “per il recupero, non c’è fretta! Prima fategli pagare il loro debito con la giustizia e poi ci preoccupiamo di recuperare chi vi pare anche le bestie”.

  4. mikyjpeg scrive:

    Un grazie sentito ad Alberto per la sua testimonianza che ci chiarisce molti dubbi su quel che è realmente successo al di là delle tragicommedie giornalistiche. Concordo perfettamente con te, il problema ormai troppo spesso sono i genitori che ormai non fanno altro che difendere i figli davanti a qualsiasi cosa facciano. Le prove sono ovunque, dalla cronaca alla vita di tutti i giorni.
    Tuttavia resto anche del pensiero che una parte della colpa, se non di questa di altre cose, sia da attribuire al lassismo generale degli elementi di controllo e all’incertezza della pena (tema ormai caro alle mie dissertazioni con il buon VoxNova😉 ) qualunque essa sia.
    Un grazie anche agli interventi di Sandro e babilonia. Siamo tutti sulla stessa barca, sappiate che non sono il solo a pensare che certa gente non faccia che male alla sinistra. Riuscire ad andare oltre ai pregiudizi e ai falsi ideali è un obbiettivo purtroppo ancora lontano.

  5. babilonia scrive:

    caspita che testimonianza anche quella di alberto. cosa che mi convince ancora di più come ci sia bisogno di porre un freno, per riflettere attentamente (famiglia, società, giustizia) e incominciare a cambiare le regole e farle rispettare

  6. Dadi scrive:

    Mi inkuriosisce questa inkazzatura. Già perché la musica è sempre la stessa.
    Prendo in prestito il calcio come esempio perché molto semplice, diretto e, per molti versi, politicamente scorretto.
    In Italia saremo quasi tutti tifosi di una squadra. Dati grossolani statistici indicano tra la serie A e B ci siano circa 2.000.000 di abbonati. Una grossa città!
    Ma i tifosi vengono dipinti come bestie a causa di una manciata di questi che prendono le testate delle cronache per scellerati fatti di teppismo. 1.000? 5.000? 10.000? fossero anche ma sempre una percentuale risibile.
    Quanto sopra, riportato nel senso della vita generale, per ridare lustro alla massa non urlante che subisce ma sarebbe il vero motore della nostra società. Riportate l’esempio nella politica, nel mondo del lavoro, sui trasporti.
    Mi sono sempre chiesto per quale motico, ad esempio, i distributori di benzina per protestare contro questo o quello penalizzassero gli automobilisti che, guarda caso, sono la loro principale fonte di reddito.
    Ho un brutto presentimento, però: che tutto sia voluto da una eminenza grigia che desidera che il mondo civile sia distolto dall’efferatezza dei bruti per non vedere altrove.
    I fatti raccontati sul post del treno del 1° maggio obbligano alla fine a fare una considerazione; cosa vogliamo libertà a tutti che diventa la libertà di pochi o limiti a pochi che diventa benessere per tutti? Non so se ci sia una terza strada…

  7. lisa scrive:

    Io credo che ci sia una terza strada, senza sconfinare in nessuna estremizzazione credo ci sia la necessità di riscoprire la responsabilità personale. La libertà (e libertà non significa fare sempre tutto quello che si vuole, ma poter scegliere) deve essere di tutti, ma tutti devono assumersi le responsabilità delle proprie azioni. Credo che manchi proprio questo, dai livelli più alti alla quotidianità.

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