Nuovo corso politico (forse?)

Ieri in Francia si sono tenute le primarie per la presidenza della repubblica. Male che vada avranno un presidente di 54 anni. Noi invece abbiamo avuto gli stessi candidati di 10 anni fa, ormai 70enni. Da noi Pippo Baudo conduce il festival e Matarrese è ancora presidente della lega calcio. Che sia un segno di qualcosa?

Nel frattempo nello scorso fine settimana si è consumato l’inizio di una nuova stagione politica per l’area di centro sinistra. Nuova? Forse. Il partito democratico era l’unica strada percorribile, per quanto dolorosa e non priva di ostacoli. L’unico modo di togliere di mezzo lo spezzatino a cui sembriamo destinati da più di mezzo secolo. Ci si poteva arrivare nel 2001 ma hanno preferito creare una nuova formazione politica che, guardacaso, oggi si fonde con quella con cui, 5 anni fa, non aveva voluto condividere la sorte. 5 anni persi, se volete il mio parere. Comunque sia DS e Margherita vanno a fondersi. Anche se più che una fusione sembra che la Margherita inglobi i DS nonostante le quote direbbero il contrario. Eppure. I Ds hanno mandato giù il boccone amaro ma hanno finalmente capito che le divisioni non portano a nulla. Maturità? Forse. Sta di fatto che è la prima unione di un certo peso da quando Gramsci spaccò il mondo socialista. Con l’unica eccezzione di una corrente minoritaria, ma importante, che ha scelto di continuare il destino divisionista della sinistra. Perdendo una grande occasione. Perdendo l’occasione di portare le proprie idee e posizioni all’interno di un grande partito (grande come numeri dato che, verosimilmente, avrà il 30% dei voti) e sancendo di fatto la predominanza del centrismo derivante dall’ala cristiana (o, in certi casi, addirittura fondamentalista-cristiana) della Margherita. Caro Mussi mi hai deluso.

Rimango comunque critico ad osservare come manchi quell’ondata di novità di cui abbiamo bisogno come l’aria. Perchè ci sono sempre e solo i soliti noti? Finiranno sicuramente nella cabina di regia. Cosa ci troveremo alla fine della costituente? Un guazzabuglio di posizioni diverse? Bisogna mediare ed arrivare ad una linea politica. Seria e soprattutto coerente.

Il leader sarà scelto tramite votazione degli aderenti è questo è positivo, purche non si tratti di una gara finita in partenza, con un dominatore appoggiato da tutti e pochi altri. Il sogno sarebbe quello di avere personalità diverse con linee ed idee diverse ma che una volta scelte siano condivise da tutti. E’ il grande sogno democratico in cui tutti dicono la loro ma si uniscono sulla linea della maggioranza.

Io spero che sia veramente NUOVO e se tale si dimostrerà mi piacerebbe anche parteciparvi. Se invece non fosse altro che il solito rimestamento di un brodo ormai freddo avremmo perso ogni speranza e ci toccherebbe attendere solo il colpo di grazia di una democrazia in declino.

7 Responses to Nuovo corso politico (forse?)

  1. Andrea Menegolo scrive:

    Ciao Pego, mi sento anch’io desideroso di una ventata di gente nuova, e le parole di Prodi che parla di nuovi Leader per il partito democratico mi ispira un po’ di fiducia, anche se credo ci siano molte persone che in questi momenti hanno paura di perdere “il posto”. Credo che le facce nuove verranno fuori solo se avremo voglia di metterci in gioco tutti, con la nostra testa e le nostre idee, e non parlo solo di partito democratico, ma di qualsiasi partito. Se la base non partecipa, la classe politica e` destinata ad invecchiare. Poi riguardo alla percentuale di voti… secondo me se non faranno cacchiate subito, sara` maggiore del 30%: io ho votato Di Pietro, ma sono disposto a sacrificare un po’ di ideali di giustizia e legalita` per dare forza a questa nuova figura se si rivelera` effettivamente una ventata di aria fresca… e` una cosa che aspettavano in molti e se gestiranno le cose in modo decente secondo me avranno un larghissimo appoggio. Speriamo sia l’inizio della fine degli pseudo-comunisti in Italia!
    Ciao uomo

  2. markus14 scrive:

    Michele, invece non pensi che il “correntone” che fa capo a Mussi sia invece un occasione per la sinistra (quella vera, non quella finta che si fonde in quest’ibrido bifronte e centrista che il PD) di unirsi, ma, A SINISTRA. Sinceramente con gli estremismi non si va da nessuna parte, ma cercare di appianare sempre più le differenze tra destra e sinistra e dare sempre più potere ad un essere politico storicamente senza midollo spinale come il centro, mi sembra la più sbagliata delle derive prospettabili. Forse la storia, anzi sena “forse”, mi smentirà. Se invece ad unirsi pensassero a farlo Verdi, Comunisti Italiani, RC, spalleggiati da Mussi e da chi lo seguirà nascerebbe la vera sinistra italiana…non questo conglobato di moderati incapaci di identificarsi ancora nei veri ideali che hanno animato il passato storico della loro provenienza politica…

  3. mikyjpeg scrive:

    Si, il rischio è quello di avere due fazioni troppo simili. Ma a questo rischio ci condannano proprio Mussi e Angius che avrebbero dovuto equilibrare le parti. Unirsi a sinistra? Io non credo proprio, troppi distinguo, troppi massimalisti, troppe prime donne dialettiche. Troppi out-out che impediscono una qualsiasi forma di aggregazione che superi il 7-8%. Troppo integralisti per scendere a patti anche tra di loro. Lo hanno dimostrato e continueranno a dimostrarlo in futuro.

  4. markus14 scrive:

    Forse è proprio una sana dose di idealismo a mancare nelle grosse congregazioni partitiche sia di destra che di sinistra…

  5. mikyjpeg scrive:

    L’idealismo fine a se stesso ha sempre e solo creato guai. Perchè l’idealismo non ammette compromessi. Il governo di un paese invece è basato sui compromessi.

  6. VoxNova scrive:

    Comunque un dato positivo per ora c’è: anche la Destra si muove in una direzione simile e se così sarà avremo un sistema semplificato, seppur non fatto da giovani. Per quest’ultimo aspetto speriamo negli acciacchi dell’età, senza che nessuno ci lasci al pelle, beninteso😉

  7. mikyjpeg scrive:

    Sinceramente io spero si arrivi ad un bipolarismo vero ed in una riduzione drastica dei parlamentari. Magari su base regionale.

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