DICO, faccio, PACso!

50 mila persone a Roma in difesa dei DICO

Mah. Di solito si difende qualcosa che c’è. E non mi pare che questi famigerati DICO esistano. Non ancora e probabilmente mai. Però a riguardo avrei un paio di cose da dire. In primo luogo i DICO non sono altro che un guazzabuglio rimestato ed annacquato dei PACS. E come tale pieno di stupidi distinguo che li rendono se non impraticabili sicuramente fonte di più di un dubbio. Questo si e questo no e questo forse ma non lo so. Quello che la politica non ha ancora imparato è essere chiara. Ma credo sia proprio una prerogativa, daltronde se fosse chiara saremmo sempre in piena crisi di governo (destra o sinistra che sia). Personalmente ritengo che ci siano dei diritti che debbano essere rispettati. Ad esempio trovo assurdo che un convivente non possa sapere lo stato di condizione del patner in caso di incidente. E penso che anche le coppie che non vogliano (o non possano) contrarre matrimonio, se convivono da parecchio tempo, possano avere dei diritti. E sia ben chiaro, DEI diritti. Non TUTTI i diritti del matrimonio. Se vogliamo parlare francamente io penso che l’ago della bilancia non è tanto il fatto culturale ma una cosa ben chiara e tangibile: la reversibilità della pensione. Ebbene, io penso che questo non possa essere concesso ai contrattori di pacs, dico o quant’altro. Per gli eterosessuali perchè se lo vogliono si possono sposare e avere quindi tutti i diritti e tutti i doveri di una famiglia. Per gli omosessuali per il semplice fatto che non possono avere progenie, ovvero il futuro del paese. Sia ben chiaro, non ho niente contro gli omosessuali, ma i fatti sono questi: non possono avere figli. Non possono creare altra ricchezza per il paese. Non è discriminazione secondo me, solo oggettività. Per il resto però gli sono dovuti gli stessi diritti. Non vedo perchè gente all’ennesimo matrimonio debba avere più diritti di una coppia etero di lunga data.

Tornando alla manifestazione: ancora una volta membri del governo in piazza. Non sanno che le manifestazioni i governanti non se le possono permettere? Mi fanno quasi ridere. E’ in parlamento che devono agire, se lo vogliono. Ma non credo che ci sia il volere. Dopotutto la destra intera non li vuole e il centro neanche. Quindi non vedo come una minoranza possa decidere liberamente. Ma dopotutto sembra far parte della nostra storia.

Cmq se fossi in Prodi me li scorderei. La mano della chiesa in Italia è ancora politicamente mortale. Chieda ad Andreotti.

2 Responses to DICO, faccio, PACso!

  1. VoxNova scrive:

    Saluti carissimo. La tua analisi sui “Dico” é chiara e condivisibile. C’è da dire però che stanno facendo tanto caos per nulla, visto che quanto chiedono i sostenitori del provvedimento per molti aspetti può essere raggiunto sul piano di modifiche mirate all’ Ordinamento Civile. A mé tutto questo vociare sà un pò di impuntura: credo che molti interessati che non condividono la visione storica della Famiglia intendano ridefinirne i contorni sulla base delle proprie convinzioni; inoltre non é da sottovalutare il fatto non contestabile che tale discorso appare una cortina di confusione buona a coprire altre magagne che stanno venendo al pettine del Governo, come per esempio il Libano, l’aumento ingiustificato delle tasse, l’incapacità reale dell’Esecutivo di proseguire su qualsivoglia decisione. Prova di ciò che affermo é il semplice fatto che se ne continui a parlare, anche se é noto a tutti che questo provvedimento oltre che maldestro é “nato morto”.
    Non é che la politica non é chiara é che noi ci facciamo facilmente distrarre, finendo per farci prendere per il naso. E la manifestazione di cui sopra non é che l’ esempio pratico di come “portare il can per l’ aia” – non me ne vogliano i partecipanti, non intendo offenderne le motivazioni-, purtroppo. Così é presto spiegata anche la bizzarra posizione del Governo. Alla prossima e stammi bene.

  2. lisa scrive:

    Io credo che, a prescindere dall’oppurtunità o meno sia dei Dico che dei Pacs, l’Italia non sia pronta e soprattutto non li voglia. Siamo divisi a metà, quasi metà degli italiani hanno votato da una parte e gli altri dall’altra. Credo che chi ha votato questo governo si aspettasse i Pacs o fosse comunque abbastanza favorevole o tollerante, ma per chi non l’ha votato credo che i Pacs abbiano pesato nella decisione e siano stati talvolta un elemento a cui opporsi con forza. Quindi metà degli italiani può essere anche a favore di questi diritti, ma l’altra metà non è d’accordo o non li vuole proprio, quindi…non si faranno, perchè non è possibile e perchè non sarebbe democratico, non ancora. Ci sono tante cose lo stesso da fare.

    Detto questo, con un po’ di tristezza, continuo a pensare che alcuni diritti che mancano alle coppie di fatto siano intollerabili, proprio come la citata impossibilità di ricevere notizie sui proprio compagni in caso di ricovero in ospedale.

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