9-10: The Route 66

Dopo averci lasciato dietro Anaheim ci mettiamo sulla strada e ci dirigiamo verso l’entroterra. Los Angeles e’ dura da percorrere. Qualsiasi strada (autostrade comprese) sono perlopiu’ intasate a qualsiasi ora del giorno. Inoltre…non finisce piu’. Quindi quando dopo piu’ di un’ora cominciamo a vedere un po’ di desertificazione (meno case) ci sentiamo gia’ nel selvaggio west. Per prima cosa puntiamo al Joshua Tree National Park (che in realta’ non abbiamo intenzione di visitare, tanto gli alberi di Joshua si vedono anche fuori dal parco… ed inoltre non abbiamo tutto questo tempo). Arrivati a 29 Palms (sede di un distaccamento della aereonautica militare) giriamo verso il nord ed attraversiamo il deserto del Mohave. Dopotutto non e’ poi cosi’ desertico: ci sono cespugli, qualche albero di yucca (leggi Joshua tree), uccelli e qualche casa di qua e di la, piu’ o meno intatte. Solo verso il centro ci troviamo in una zona veramente desertica, infatti si tratta di un vecchio lago prosciugato di cui rimane solamente il sale. Ah, nota bene: se attraversate il deserto e leggete il cartello “Soft Shoulder” non significa che avete la spalla molla ma che se vi volete fermare EVITATE di togliere tutte e quattro le ruote (o comunque quelle motrici) dall’asfalto. Noi l’abbiamo fatto per una foto e quasi rimanevamo la’.
Comunque. Aldila’ del deserto raggiungiamo la vecchia Route66 nei pressi della citta’ di Amboy. Citta’. Una vecchia pompa di benzina con annesso minimarket ed un paio di edifici abbandonati ai lati. Che comunque e’ gia’ piu’ di quanto siano le altre citta’ sul tragitto, delle quale rimangono a stento gli edifici abbandonati (sempre uno o due comunque, non immaginatevi citta’ fantasma). Questo tratto e’ uno dei piu’ lunghi della vecchia route66 ancora percorribili. Dopo la costruzione della I-40 (autostrada) infatti, la strada e’ stata abbandonata e le citta’ scomparse. Le uniche che rimangono sono quelle che incrociano la I-40: Kingsman, Williams e Flagstaff. Le prime due sono molto carine, con gli edifici molto old west e numerose indicazioni sull’appartenenza alla celebre strada. A Kingsman in particolare c’e’ pure il museo. Flagstaff invece e’ molto piu’ grande e sulla route ci stanno principalmente i motel. Oltre a queste citta’ ci sono altre localita’ piu’ piccole che sopravvivono in quanto abbastanza vicine alla I-40. In particolare Seligman, veramente carina con alcuni posti orginali ancora in uso: il general store, il barbiere, la prigione (questa non e’ in uso😉 ) e un locale piuttosto frequentato dove anche noi c siamo fermati a mangiare: il RoadKill. Porzioni luculliane e piatti veramente buoni.
Da Williams ci siamo diretti a nord dove ad una cinquantina di miglia si trova una delle piu’ meravigliose attrazioni dell’america: il Grand Canyon. L’ingresso al parco costa 25$ per una settimana ma anche per un unico giorno li vale tutti. La vista che si ha dai vari punti panoramici disposti per una ventina di miglia lungo il bordo sud e’ spettacolare. Da li partono numerosi sentieri che permettono di scendere ed osservare meglio ma non essendo estate non sono percorribili.
Un’altra meraviglia che abbiamo visto nei pressi della Route66 e’ la citta’ di Sedona, a sud di Flagstaff, inserita in un contesto panoramico eccezzionale: e’ circondata dalle enormi rocce rosse dell’arizona (tipo monument valley) che le danno un aspetto filmesco.
Da li siamo tornati a Kingsmann e ci siamo diretti verso la citta’ dei vizi: LAS VEGAS!

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