11-12: Viva Las Vegas

Ed eccoci nella citta’ dei sogni (diciamo che c’eravamo lunedi’ e martedi’..). Las Vegas e’ frenetica e caotica, luci, colori, gente, musiche…di tutto. Non abbiamo fatto in tempo a parcheggiare che gia’ un valletto ci ha portato via la macchina ed i bagagli. Subito dopo il check-in tutti hanno cercato di abbordarci cercando di offrirci biglietti per gli spettacoli (ce ne sono tantissimi e spettacolari ma non avevamo tutto questo tempo e questi soldi…) ed altre cose. La camera e’ ampia e c’e’ la vista sullo strip, ma a parte questo non offre molto di piu’ di quanto abbiamo sperimentato nei motel. Anzi, in alcuni ci sono pure frigo e microonde, e la tv ha molti piu’ canali. D’altronde qui non vogliono farti perdere tempo in banalita’, devi giocare! Il primo approcio con il gioco risulta traumatico: non si capisce niente! In primo luogo non ci sono le famose monetine: sono sostituite da dei buoni da cambiare alle casse. Nei giochi al tavolo non si capiscono le regole… un disastro. Butto i primi cinque dollari alle slot. Saranno anche gli ultimi: poco divertimento e chance di vincere 0. Facciamo un giro nei casino’ vicino al nostro e cominciamo a capire qualcosa. Ma Lisa e’ stanca morta e va a letto, cosi’ io mi porto al Luxor e comincio alla roulette i miei primi 20 dollari. In un’oretta triplico la posta e mi ritiro. Torno all’Excalibur, ne gioco altri venti,raddoppio ma continuo a giocare e cosi’ li perdo. In generale infatti il segreto sta nel fermarsi al momento giusto. Il problema e’ che a volte quel momento non arriva. La maggior parte dei casino infatti ha puntata minima da 10$ e cosi’ e’ facile finire subito. L’unica sarebbe puntare tanti soldi. Infatti la mia perdita peggiore e’ stata al Wynn (nuovissimo lussuoso albergo inaugurato nel 2006) dove in tre mani perdo 30$. Rimarranno la perdita maggiore, infatti ho chiuso con un passivo di quaranta (ma ne ho giocati piu’ di un centinaio). In generale si sa, il banco vince, pero’ mi sono divertito e dopotutto e’ come pagare un biglietto per un’attrazione.
Ma passiamo agli alberghi-casino. Il nostro, l’Excalibur, e il piu’ plasticoso dello strip, con ambientazione medioevale, pero’ e’ un ambiente per famiglie e le poste minime sono generalmente di 5$. Il Luxor a forma di piramide e’ uno dei piu’ belli, ma i piu’ lussuosi rimangono senza dubbio il Cesar Palace ed il Bellagio. Sono pieni di marmi, dorature, statue ed in generale sono elegantissimi (cosa alquanto fuori dal normale qui in america). Altri alberghi carini sono il New York New York (un summit delle attrazioni di
NY, con tanto di statua della liberta’) il cui casino e’ ambientato a Central Park; il Parigi da cui svetta la torre Eiffel e le cui torri sono a forma di Versailles; il Venezia (lussuosissimo con la torre di S.Marco, il palazzo ducale e rialto e gli interni con affreschi finto-Tiepolo); il Treasure Island ha invece un’ambientazione piratesca e caraibica. Il mirage e l’MGM sono meno “ambientati” ma al loro intero ci sono rispettivamente tigri bianche e leoni. Il celebre Stardust e’ chiuso ed in fase di demolimento: al suo ingresso c’e’ il ringraziamento per i giocatori dei suoi 45 anni di attivita’.
In generale mi e’ piaciuta abbastanza, ma appena ti prende la voglia del gioco puo’ essere pericolosa. Ti viene proprio voglia di giocare!

NB: stasera dovremmo tornare a Seattle e concludere il viaggio. Li’ avro’ il tempo per aggiornarvi degli ultimi 4 giorni.

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