Seattle Supersonics


Ieri sera (dato che in Italia era gia’ il 17) ho pensato bene di iniziare i festeggiamenti andando a vedere una partita dell’NBA. Partendo dal presupposto che per un giocatore di basket, allenatore etc etc questo e’ il massimo possibile, ora vi racconto com’e’ andata. La partita era Seattle Supersonic vs Cleveland Cavaliers (la squadra di Lebron James, per chi sa chi e’). Una partita interessante considerando il fatto che i Cavs vengono da una grande stagione e stanno facendo bene anche quest’anno. Per i Seattle la storia e’ un po’ diversa dato che non vanno troppo bene, ma solo 5 giorni fa hanno battuto gli Utah Jazz, che quest’anno sembrano particolarmente in palla, con ben 54 punti di Ray Allen. Ma andiamo con ordine. Arriviamo al palazzetto (la Key Arena, presso il Seattle Center) per le sei e mezza circa, a mezzora dall’inizio della partita. Non abbiamo mangiato e dato che non sembrano vedersi locali nei dintorni dell’arena decidiamo di prendere qualcosa all’interno. Dato che i miei zii ci hanno pagato il biglietto li obbligo a farsi pagare almeno la cena/spuntino che prevede 2 hotdog americanissimi (con facitura self-made), birra, nachos per la zia e popcorn gigante per Lisa, piu’ tre bottigliette di acqua. Il tutto alla modica cifra di 38$. Entriamo nell’arena: uno spettacolo, immaginatevi il colosseo con un campo da basket al centro. sopra il campo giganteggia un parallelepipedo a base ottagonale (si lo so, sono un ingegnere..) con megaschermi e i segnapunti del quintetto in campo. Tutto attorno all’arena, tra il primo ed il secondo anello, un’immensa fascia led che proietta pubblicita’ ed incitamenti per la squadra, oltre a segnare il punteggio ed il tempo. In alto, quasi sulla cupola i premi vinti (il titolo NBA 78-79 ed il WBNA 2004-05 oltre alle conference e division vinte) e le maglie ritirate (che sono 5 ma non sono riuscito a leggere i numeri dato che erano sul mio lato). Al centro del campo c’e di tutto: giornalisti, telecamere, tavoli…tranne i giocatori. I primi ad entrare sono i Sonics seguiti da i Cavs. Prima della partita c’e’ lo show della mascotte, una specie di Wookie (che qui dicono essere un bigfoot…) che schiaccia a canestro con l’aiuto di una pedana.
Per quanto riguarda la partita e’ stata parecchio combattuta e si e’ decisa (a favore dei Sonic) solo nell’ultimo minuto. Azioni eclatanti non ce ne sono state piu’ di tante, ma quelle che c’erano erano veramente spettacolari. Rispetto al basket europeo e’ tutta un’altra cosa: difesa praticamente a zero (infatti subito dopo un canestro i megaschermi incitavano il pubblico a gridare DIFENCE!), una strage di passi (credo che qui il piede perno si scelga alla cieca) ed individualismo a manetta, in particolare nei primi due tempi. Se i nostri avessero passato agli uomini liberi anziche’ passare in mezzo a tre avversari anche solo la meta’ delle volta la partita si sarebbe chiusa in due tempi. Ma qui e’ tutto spettacolarizzato. Durante i time-out ho potuto assistere ai balletti delle Sonic Dancer, alla esibizione di due circensi, ai break-dancer ed hai saluti degli idoli di football locali. Per non parlare di prima dell’inizio della partita quando un militare che ripeteva il servizio ha prestato giuramento alla nazione ed una cantante nera ha intonato l’inno americano a luci spente con le ballerine che reggevano un’immensa bandiera a stelle e strisce.
Ad ogni modo e’ stato uno spettacolo esaltante.
Per la cronaca: Lebron James 30 punti, Ray Allen 20.

3 Responses to Seattle Supersonics

  1. markus14 scrive:

    Ecco questa è una delle cose che (finora) più ti invidio, insieme al museo con la sezione di Hendrix. Una partita NBA!!! Il massimo del basket mondiale: so che probabilmente è più una parata di grandissimi atleti ma ti dico…hai visto LeBron…il giocatore che secondo me è il più forte al mondo in attività (il più forte di sempre se serve ricordarlo è e rimarra sempre Michael Jordan…che fenomeno…) e anche Ray Allen non scherza (a proposito, ricordo che fece anche un film sul basket qualche anno fa, carino, e lui era il protagonista…). Peccato che non hai visto Rashard Lewis (gran giocatore, un’ala di 2.10 che tira da tre) che da quanto ho visto era fuori infortunato (oggi sito nba.com a go go eheh). Ma le arene lì consentono una visibilità degna delle partite? Perchè un campo da basket non è un campo da calcio…ciao e good America a tutti!

  2. Lisa scrive:

    Direi che si vedeva bene, pero` non so come si veda dal lato corto del campo..noi eravamo in un buon punto. Piu` in alto c`e` un ulteriore anello, ecco, da la` immagino che non si veda granche`, la distanza comincia ad essere grande. Ma bisognerebbe provare…

  3. flolex scrive:

    Ti togli tutti gli sfizi, eh??

    E bravo Miky!

    Mi raccomando di puntare sull’8 in mio onore quando vai a Las Vegas (ci vai, vero?)…

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