Critiche al papa

25 Marzo 2009 di mikyjpeg

Nei giorni scorsi il cardinal Bagnasco, a capo della Cei, si è scagliato contro i media (italiani e non) dichiarando il papa non può essere attaccato ed irriso per le “verità che annuncia e proclama”. Ora, al di là del fatto che una volta i credenti si battevano per i loro principi mentre ora non fanno che dire che gli altri sono brutti e cattivi perchè non accettano supinamente, penso che monsignor bagnasco ed i suoi compari potevano pensarci meglio durante il conclave. Già perchè non sono solo le ultime, farneticanti parole del papa sull’inutilità dei preservativi per la lotta all’aids a destare sentimenti di dissociazione. E’ l’intero pontificato di un signore di un’altro secolo, magari anche intelligentissimo ma che crede che tutti siano al suo pari e si diletta di sottili giochi dialettici anzichè dire le cose in maniera chiara, che punta a far fare alla chiesa un salto indietro di un paio di secoli (il ritorno al latino non è che un esempio, quanto l’ermellino gioiosamente portato ad ogni occasione). Un pontificato che apre ai fondamentalisti (questo è il vero punto del rientro dei lefevriani, non l’anti-semitismo di un paio di loro) e chiude a qualsiasi dialogo rilanciando il dogma su ogni cosa, che si scaglia contro il denaro ma che, come diceva una battuta, le scarpette di prada a lui gliele regalano.

Quindi c’è poco da scagliarsi. Per fortuna al mondo c’è qualcuno che lo critica, dato che in italia ormai si sta tornando allo zerbinaggio politico. Ma una promessa gliela facciamo: non ti faremo il cucù da dietro una fontana. Per certe cose abbiamo il presidente del consiglio.

Il gambero italiano

12 Marzo 2009 di mikyjpeg

Leggo oggi sul Sole24ore una notizia che fa riflettere. Non sto parlando dei risultati ottenuti (certo, saremo anche in crisi, ma stiamo parlando di una società energetica a fronte dell’anno con i prezzi più alti della storia per l’energia) ma di una notizia che trapela tra le righe. Quando si parla del piano per la diminuzione del debito si dice che i 10 milardi di rientro previsti verranno “dalla cessione di asset non strategici e di attività nel campo delle fonti rinnovabili”. Già, avete letto bene, cessione di attività nel campo delle fonti rinnovabili. Per una società energetica è interessante, e significa una cosa: il prezzo del petrolio è sceso, l’interesse è calato, quindi perchè investire su altre fonti? tanto per un’altro pezzo si va avanti così. Peccato però che dal resto del mondo “occidentale” si levino più voci (e si, non sono sempre i soliti comunisti) che indicano proprio le energie rinnovabili come la via di uscita dalla crisi. E parliamo di Norvegia, Germania, perfino gli Stati Uniti di Obama. Alessandro Ortis, il Presidente dell’Autorità per l’energia ed il gas, ha detto la stessa cosa in una audizione senato non più di tre settimane fa. Ma tutto evidentemente non è nulla. Questo, come il ritorno al vecchio nucleare (parliamo di fissione? non è cambiato molto rispetto agli anni cinquanta. Magari un po’ di pericolosità delle centrali, sicuramente non degli effetti collaterali), non fa che mostrare la vecchiaia incipiente del nostro paese.

In-competenza

8 Marzo 2009 di mikyjpeg

Parlare della competenza dei notri parlamentari in certe materie, specie se in ambito tecnologico è come sparare sulla croce rossa. In particolare parlando di regolamentazione di internet e diritti d’autore abbiamo una sfilza di leggi o proposte di legge di una ignoranza pressochè totale, se non un livellamento sulle posizioni dei produttori di contenuti.

In particolare vorrei segnalare la svista della signora (ops, onorevole) Carlucci, la <a href=”http://www.mantellini.it/?p=6474″>quale</a> ha presentato il testo di una proposta di legge per la regolamentazione di internet che appare scritto con il computer di un’altra persona, che guardacaso pare essere omonima del presidente dell’Unione Italiana Editoria audiovisivi. Le cose sono due: o c’ha una copia piratata (?!?) o quella legge l’ha scritta qualcun’altro. Ma magari gli hanno solo passato il template della legge Urbani….

Amarcord

3 Marzo 2009 di mikyjpeg

Ricordo che qualche anno fa mia zia che vive in america ci telefonò perchè ai loro telegiornali avevano fatto vedere i trattori e le mucche che a Vancimuglio (poco distante da casa mia) avevano bloccato l’autostrada. Sembra ieri ma le lotte per le quote latte erano allora il fronte di battaglia della lega nord e uno dei motivi della sua popolarità dalle mie parti. Ora, a distanza di una decina d’anni, tre governi a cui la lega ha partecipato e 4-5 legislature, tornano i trattori per strada. La cosa interessante è che stavolta puntano verso le case di Berlusconi e, udite udite, Bossi. Già, proprio lui, il senatùr, il capo popolo. In un mio post precedente il buon VoxNova citava le amicizie dei politici che, una volta eletti, si portano dietro. Lui parlava di Illy ed io gli rispondevo che tutto il mondo è paese. La lega evidentemente non è da meno se è vero quel che recriminano gli allevatori (e non credo che siano i famosi “quattro comunisti” richiamati sempre in causa dal nostro premier), ovvero che alcuni leghisti ammanigliati sarebbero i beneficiari del decreto Zaia. Di che dobbiamo sconvolgerci? Da quando Roma conquistò la Grecia il motto “il conquistatore è stato conquistato” è tuttora attuale. E la lega ne è l’esempio viste le varie lotte che ha promosso e a cui ha voltato le spalle (“Padroni a casa nostra” in testa con il regalo dell’aereoporto Vicentino Dal Molin agli Usa)

Finale prevedibile

18 Febbraio 2009 di mikyjpeg

Non posso che parlare ovviamente delle dimissioni di Veltroni da segretario dei DS. Daltronde era intuibile dopo tante, troppe batoste. Tuttavia, in un paese dove nessuno si dimette nonostante le più dure batoste, può quasi fare notizia. Ad ogni modo Veltroni quantomeno ha fatto la cosa giusta. Peccato non lo seguano quelli che ne hanno causato la caduta: i vari Parisi, Rutelli, D’Alema e compagnia bella. E’ mai possibile in Italia, e la sinistra in particolare, abbia una tale pochezza di intenti che preferisca sempre segare il palo su cui si regge? Mesi di dichiarazioni rese ai giornali, lotte interne, fondazioni di circoli, fondazioni, correnti e correntine. E chi doveva decidere, invece di farlo, cercava di rimettere insieme le cose.

Ma oltre a questo il grande, immenso problema di Veltroni è quello di essere troppo buono. Troppo buono con la propria parte politica e troppo soprattutto con l’altra sponda. E’ inutile: contro un guerrafondaio come Berlusconi ci vuole un’altro guerrafondaio. Veltroni invece ha fatto il politico d’altri tempi: voleva parlare di programmi, di uomini e di ragioni quando Berlusconi offendeva pesantemente Soru e faceva di tutto per oscurare completamente il reale candidato (sconosciuto tutt’ora ai più). Berlusconi invadeva letteralmente la sardegna (a spese nostre, da presidente del consiglio) come aveva fatto con l’Abruzzo ed il PD non ha fatto nulla per ostacolarlo. Anzi, ha fatto di più per far cadere Soru che non per farlo rieleggere. Daltronde come si fa a rieleggere uno che si è dimesso per contrasti insanabili con la propria giunta e si ricandida con gli stessi? Avrebbe fatto meglio a correre da solo come aveva detto.

Non è che l’ennesima riprova delle colpe della dirigenza della sinistra che non fa che invecchiare e segare ogni speranza: negli anni ha eliminato un sacco di giovani promettenti, di amministratori rampanti che avevano fatto bene, fino a sopportare a malapena chi si dimostrava indipendente ma godeva della fiducia dei loro amministrati (vedesi Illy e Soru, ma anche Chiamparino). Esempio lampante sono le primarie di firenze, stravinte da uno che attaccava un giorno Berlusconi ed un giorno Veltroni. Non è certo un caso che il Pd continui a cedere elettori all’UDC e a Di Pietro. Ma non credo che ai soliti noti questo importi molto….

Varie ed eventuali

23 Gennaio 2009 di mikyjpeg

Commenti in ordine sparso, tanto per dire: non mi si vedeva ma c’ero!

Ho visto un presidente nero. Ora aspetto un papa. Ma si sa che la chiesa è molto più a destra di qualsiasi repubblica o democrazia. Non per niente è un’oligarchia fortemente accentrata. Ma la speranza è l’ultima a morire.
Per quanto riguarda Obama spero che sia un grande presidente e che riesca veramente a cambiare qualcosa in america. Nel modo di agire, di pensare o anche solo di fare politica. Speriamo non siano speranze mal riposte (leggisi PD?) anche se il compito è estremamente arduo vista l’eredità.
A questo riguardo in questi giorni ho sentito un paio di battute interessanti. La prima è, proveniente dalla comunità nera americana: “E’ sempre la solita storia, prima fanno casino per otto anni e poi chiamano il ‘negretto’ a ripulire”. La seconda è una barzelletta piuttosto carina che ho sentito raccontare da Finardi nel corso della trasmissione de La7 che seguiva l’insediamento. Fa più o meno così:
” Un vecchietto passa davanti alla casa bianca, si ferma davanti al marine li davanti e gli chiede: “Buongiorno, vorrei parlare con il presidente Bush”. Il militare lo guarda attonito e gli risponde: ” A parte il fatto che lei non sarebbe autorizzato ad avvicinarsi al presidente, il signor Bush non abita più qui, c’è un nuovo persidente.” Il vecchio lo guarda intensamente, fa cenno di si con il capo, e se ne va. Il giorno dopo però si ripresenta e pone la stessa domanda. Il marine, ligio al suo dovere gli ripete la stessa cosa, ovvero che c’è un’altro presidente. Il vecchio sembra capire ma il giorno dopo si ripresenta, e quello dopo ancora. Al quinto giorno il marine perde la pazienza: “Ma è sordo per caso? Le ho detto che il signor Bush non abita più qua! C’è un nuovo presidente!”. Il vecchietto lo guarda e risponde: “A sentirci ci sento bene, e la capisco anche. E’ che mi piace così tanto sentirglielo dire!”

In Italia invece una curiosa notizia: una persona è stata condannata al pagamento delle spese processuali dopo che aveva denunciato Berlusconi per non aver mantenuto il famigerato Contratto con gli Italiani firmato dal maggiordomo Vespa. La motivazione è che non era assolutamente un contratto reale e che quindi non aveva alcun vincolo. Direi che sono soldi spesi bene.

Intanto Brunetta tartassa gli impiegati pubblici. Devo dire la verità: per quanto molti provvedimenti siano probabilmente ingiusti, tendenziosi e piuttosto al limite del diritto, forse sono effettivamente l’unico modo per combattere una situazione che ha ben pochi paragoni al mondo quanto ad inefficenza, lentezza, fanc****smo e scaricabarile. Se magari puntasse anche al favoritismo e al leccaculismo non sarebbe male ma temo sia andare contro i principi del suo partito.

Alitalia si è chiusa come ben sapevamo e come dicevo da tempo. Berlusconi con l’aiuto fondamentale dei sindacati ha regalato la compagnia ad alcuni millantatori di capitale che hanno rigirato tutto ai veri acquirenti, ovvero AirFrance. La quale ci ha guadagnato in soldi (sborsando solo 350 milioni invece di un paio di miliardi), debiti ripianati e lasciati a noi cittadini, e pace sociale riducendo gli impiegati molto di più di quanto si era impegnata. Potrei asserire che gli sconfitti siamo noi che l’abbiamo ancora una volta preso in quel posto, ma questa volta penso che la boccia di vasellina vada ai sindacati che hanno ceduto alle sirene berlusconiane facendo saltare l’accordo di marzo per poi ritrovarsi con tutti i patti firmati a settembre (con il benestare del governo) che sono carta straccia visto che tutte le categorie deboli sono state lasciate deliberatamente a casa. Ma, potrei aggiungere, ben gli sta. Personalmente avrei fatto fallire la società ben prima lasciando a casa tutti quelli stakanovisti dello sciopero che hanno reso la compagnia italiana il buco nero che era diventata (dirigenza più che compresa).

Ma altro che Alitalia, ora ci buttiamo a riaprire i buchi più grandi della nostra recente e futura storia: il ponte sullo stretto (già spesi come noccioline 160 milioni per il nulla e questo non è niente) ed il mitico portale ITALIA.IT (progetto dal budget faraonico e dai contenuti degni del terzo mondo informatico come però, a dire il vero, effettivamente siamo). Champagne!

Per i miei cari “anti-comunisti” (ma l’avete capita ancora che di comunista sono rimasti solo Ferrero e ?) potrei elencare i vari scandali, scandalini, scandalucci di casa PD ma non ne vale neppure la pena. Diciamo che avete perfettamente ragione su tutta la linea, tanto l’indifendibile è sotto gli occhi di tutti. Al tempo delle elezioni del 2006 avevo detto che se non si durava 5 anni non si tornava per 10. Ora aumento la cifra, facciamo 20. Ma mi sa pure che saranno di più visto le aspettative di vita decantate dal signor B. Non tanto per lui ma visto che i vari D’Alema, Veltroni e Rutelli ne hanno parecchi in meno la vedo veramente da espatrio.

La giustizia italiana intanto fa un passo in avanti: invece di condannare chi i reati veri li fa, vuol mettere in CARCERE gli organizzatori dei concerti che sforano di un quarto d’ora. Meglio mettersi a fare falsi in bilancio, altro che musica!

Caso Englaro. Non voglio entrare nel merito del caso ma soffermarmi sulle parole del vescovo di torino: ovvero che tra chiesa e stato vince la chiesa. E quindi se uno pensa che qualcosa decisa dallo stato va contro i propri “convincimenti più profondi” (cosi cita il codice italiano alla voce “obiezione di coscienza”) può Obbiettare. Mettiamo qualche caso limite: uno pensa nel suo profondo che fumare nei locali pubblici sia suo diritto e vede la legge antifumo come un sopruso (e ce ne sono molti a pensarlo così). Allora potrebbe obbiettare. E se un musulmano di cittadinanza italiana pensasse profondamente che le leggi italiane vanno contro quelle islamiche? Potrebbe benissimo Obbiettare, dato che il nostro è uno stato laico e che i convincimenti profondi non sono legati ad alcuna religione. Date a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare. Direi che sarebbe il caso anche nel nostro bigottissimo paese.

Maroni vuole che non si preghi ne si facciano manifestazioni davanti alle chiese. Ok, però sia coerente: vieti pure le processioni religiose cattoliche e le manifestazioni varie in tutte le piazze di italia dato che ogni piazza, in Italia, ha una chiesa. Concerto del primo maggio incluso. Facile sparare provvedimenti di facciata senza pensare a quel che si scrive, no?

Note personali: sono stato a parigi per capodanno. Consiglio: non andateci in quel periodo. Superpieno, troppi italiani e NIENTE fuochi. Ne ho visti di più l’anno scorso nel mio paese che a Parigi. Data la mia esperienza direi meglio Londra.

Euro-scettici

20 Dicembre 2008 di mikyjpeg

E’ interessante in questi giorni leggere le notizie del crollo della sterlina con conseguente superamento del nostro pil ai danni di quello inglese. E pensare che il nostro presidente del consiglio, data la lungimiranza politica di cui è dotato, l’ha sempre avversato e pure oggi, in questo preciso momento da all’euro la colpa dei problemi italiani (con la questione della perdita di convenienza dei prodotti italiani). A parole si può dire quel che si vuole ma i fatti sono piuttosto chiari: se non ci fosse stato l’euro saremmo stati schiacciati dalla corsa dei prezzi delle materie prime registrata negli ultimi anni, prima dell’attuale crisi. Ricordiamoci che a metà degli anni ‘90 all’estero era difficile cambiare le lire perchè le banche straniere non sapevano loro stessi il cambio della lira che scendeva a ritmi incontrollati. Vogliamo parlare dell’aumento dei prezzi all’introduzione dell’euro? C’è stata sicuramente ma la causa è sempre indicata nella moneta senza tenere conto del fatto che il cambio (attuato sotto il secondo governo berlusconi) non è stato controllato da chi era preposto a farlo (il governo stesso, tramite il ministero del tesoro ed i suoi mezzi, guardia di finanza inclusa). Dobbiamo solo ringraziare il cielo per avere l’euro, senza il quale vedremmo il nostro paese crollare ben oltre quello che sta avvenendo in paesi, come l’inghilterra, messi molto meglio di noi.

Pirla

7 Dicembre 2008 di mikyjpeg

Farsi attaccare da Berlusconi su qualsivoglia “questione morale” è veramente da pirla. Cioè, siamo ai margini dell’assurdo. Rutelli, D’Alema, Fassino, Veltroni eccettera eccetera eccetera, fate un favore a noi di sinistra: ANDATEVENE! Non ne possiamo più! Farmi “mangiare la pastasciutta in testa” da un governo totalmente inadeguato ai tempi che corrono come questo (non voglio neppure scrivere nulla sulla manovra anti-crisi, sarebbe sparare sulla croce rossa) non fa che dimostrare quanto siate superati, retrogradi e innegabilmente PERDENTI. Le prossime elezioni, non dico che le vogliamo vincere, sarebbe anche troppo, ma quantomeno ce le vogliamo giocare!

Ricordiamo perchè siamo rossi

13 Novembre 2008 di mikyjpeg

Peace for Myanmar

Anche se nessuno ne parla, non è finita.

Perl – funzione grep ed Array

13 Novembre 2008 di mikyjpeg

Ho trovato un metodo veloce e molto bello a livello di codice per trovare se un elemento appartiene o meno ad un array. Putroppo non mi ricordo più la fonte (tanto che non mi ricordavo neppure come si faceva e me lo sono dovuto ricavare) percui ne approfitto per scriverlo qui perchè rimanga a perenne memoria (quantomeno per me ;-) ).

Ma andiamo con ordine. Normalmente, per trovare se un elemento appartiene ad un array bisognerebbe scandire tutto l’array e fare il confronto con i vari elementi dello stesso. Come secondo metodo invece si può utilizzare la funzione grep nella sua forma normale ( @uscita = grep(espressione, @array) ) per poi vedere se il vettore ritornato è vuoto o meno. La forma che ho trovato utilizza anch’essa la funzione di grep ma in modo più sofisticato:


if (  grep ( {$_ eq espressione} @array)) { print "L'elemento è presente"; }
else {print "L'elemento non è presente";}

In tal modo è possibile con una sola riga di codice ottenere lo stesso risultato. Notevole, vero?