Archivio per la categoria ‘USA’
4 Gennaio 2008
L’America se n’è andata a letto con questa domanda dopo che Barack Obama ha vinto i caucus dell’Iowa. Strano paese gli stati uniti. Sono più di duecento milioni distribuiti in cinquanta stati, eppure tutti i giornali parlano dei risultati di questo piccolo stato contadino di appena tre milioni di abitanti come se fosse decisivo per le sorti del paese. Strano anche il sistema di voto, quasi bizzarro ma sicuramente affascinante: prima di votare si discute e si cerca di convincere gli indecisi ma anche gli avversari. Che questa sia la democrazia? Sempre opinabile dato che poi nella realtà non sono eletti i candidati ma bensì dei delegati che poi li sosterranno (se fossimo in italia sai che bei cambi di schieramento post elezioni??). Ad ogni modo torniamo alla domanda che dà il titolo al post: sono pronti gli americani ad eleggere un presidente nero? Per i giovani (i primi elettori del giovane senatore) parrebbe di si, ma l’america è grande e nel profondo sud il bianchismo è ancora ben radicato. Ma il dubbio è: se fosse realmente eletto a candidato democratico, TUTTI i democratici lo seguirebbero? Forse no. Eppure il progetto di Obama sembra innovativo, quasi kennediano:
“Il tempo del cambiamento è arrivato: sarò il presidente che riporterà a casa i soldati dall’Iraq, che garantirà la sanità a tutti gli americani e metterà fine ai regali fiscali alle grandi multinazionali”
Sinceramente la vedo dura. Andare contro le multinazionali in america è come andare contro i cattolici in Italia. E’ stato interessante stare a casa dei miei zii americani lo scorso anno: i miei cugini sono schierati interamente per Obama mentre mio zio, non dico che lo vede come il diavolo, però è parecchio contrario. Ma sostiene che gli americani potrebbero eleggere perfino un nero piuttosto di eleggere una donna. Strano paese gli stati uniti.
Pubblicato in Attualità, Politica, USA, World | 3 Commenti »
23 Ottobre 2007
In today’s America, there are more World of Warcraft players than farmers. [Fonte]
Mica male eh?
Pubblicato in Attualità, USA, World | Non ci sono Commenti »
20 Febbraio 2007
Quasi dimenticavo. Devo citare i vincitori della serata “America” di venerdì scorso! Il primo premio va a Massimo che ha dimostrato un’incredibile conoscenza delle nostre avventure (sembrava ci fosse stato lui in america!). Premi di consolazione: Alice, Marco, Lara, Flavio, Giò, Giada, Elita.
Ringraziamento d’obbligo a tutti coloro che sono venuti!
Pubblicato in USA | 2 Commenti »
13 Febbraio 2007
Cosa mi mancava:
- le tre P: pasta, pizza e parmigiano (pur avendone mangiate non è la stessa cosa)
- il portatile (anche se avevo il computer in camera, questo è diverso!)
- il Mio letto
- le rotatorie (è quando non le hai che ne senti la mancanza)
- il pane da tavola
- le bibite senza ghiaccio
Cosa non mi mancava:
- la tv italiana
- le strade strette
- la politica italiana
- la nebbia
- l’urbanizzazione caotica e intensiva
Cosa mi mancherà:
- la Clam Chowder
- il Carl’s Jr.
- le strade americane
- il pacifico
- il gioco d’azzardo
- il silenzio del deserto
- i bagni pubblici puliti
- le aree di sosta in autostrada
- il pane da toast americano
- il football americano
Cosa non mi mancherà:
- gli incroci 4 way stop
- il Jack in the box
- le monete inutilizzabili
- l’uso intensivo della carta di credito
- Los Angeles
- i prezzi dei parchi di divertimento/spettacoli/concerti/partite
Pubblicato in USA | 2 Commenti »
12 Febbraio 2007
Siamo tornati!! Anche il viaggio di ritorno e’ filato liscio come l’olio, a parte l’immancabile difficoltà a dormire nonostante l’infinità del volo. Non è successo niente di particolare, abbiamo visto il Missisipi, lo skyline di Atlanta, la Manica, Parigi e un brandello di Inghilterra. Abbiamo anche visto un film con Russel Crowe di Ridley Scott: il titolo credo sia Una buona annata ma non ci giurerei. Simpatico, leggero e divertente. Non male insomma.
Credo sia tutto.
Ho sonno…
Pubblicato in Frammenti, USA | 4 Commenti »
11 Febbraio 2007
Stamattina siamo andati a sentire mia cugina Alia che cantava in una competizione a scuola. Cosa cantava? Lirica. Una competizione di canto lirico. Tutti che cantavano in Italiano. La cosa da ridere e’ che da noi non lo fa quasi nessuno. Comunque e’ andata bene, si capiva anche tutto, rispetto alle altre aveva una buona pronuncia. Comunque e’ stata la prima volta che parlava italiano. In serata invece una buona notizia: mio cugino Kielan e’ stato accettato all’universita’ per cui aveva fatto richiesta. Studiera’ veterinaria con specializzazione sugli uccelli. Era al settimo cielo perche’ dice che questa e’ la migliore universita’ per la veterinaria. E comunque dovrebbe costare sui 360 mila dollari per 12 anni di studi. Alla faccia. Intanto pero’ gli hanno pagato le noccioline: insieme alla domanda c’era una borsa studio di duemila dollari.
Ultima notte. Le valigie sono quasi del tutto pronte e stiamo per andare a letto. Oggi mi sono commiatato dallo stile di vita americano trovando un Carl’s Jr. (qui non sono ancora diffusi come in California, abbiamo dovuto andare a Tacoma per trovarli) e facendomi un ultimo jalapeno burger seguito da un Bacon Western Six Dollars Burger tanto per dire di aver mangiato anche il famoso six dollars. Stasera ho cucinato la pizza per tutti e distribuito alcuni regalini di ringraziamento.
Sembra passato tutto cosi’ in fretta, non so se sono pronto a tornare a casa. Quasi quasi ripartirei per un altro viaggio attraverso gli USA. Ma il tempo e’ scaduto e domattina si riparte. Sveglia alle 5.15, partenza alle 5.45. Il volo parte alle 8.00 dal Sea/Tac. Volo DL706 fino ad Atlanta, arrivo previsto alle 15.38 locali. Dopodiche’ volo DL162 Atlanta-Venezia. Questa volta e’ sempre Delta Airlines cosi’ niente cambio terminal. Speriamo vada altrettanto bene. Ora prevista per l’arrivo 9.40 di Lunedi’ 12 Febbraio al Marco Polo di Venezia.
Passo e Chiudo.
Pubblicato in Frammenti, USA | 3 Commenti »
8 Febbraio 2007
Qui procede tutto tranquillamente. Siamo tornati a Seattle, dove mi sono congedato dalla Clam Chowder con una tanica da 32 Oz. Abbiamo girato di qua e di la. Come citta’ direi che e’ carina, non troppo caotica, ed ha anche lei una conformazione collinosa che ricorda San Francisco. Purtroppo il tempo non ci assiste molto: e’ nuvoloso e ogni tanto piove. Ma dopotutto sembra che qui sia la regola, ho visto una cartolina che diceva: “Piove? Allora Seattle sta facendo bene.”
Ieri abbiamo consegnato la macchina ed ora siamo a casa degli zii. Ieri sono venuti a trovarci il papa’ di Jeff e sua moglie Trudy: molto simpatici, lei credo sia originaria di Salisburgo.
Ormai siamo vicini agli sgoccioli e ci godiamo gli ultimi giorni di tranquillita’ prima del ritorno.
Pubblicato in Frammenti, USA | Non ci sono Commenti »
4 Febbraio 2007
Il cibo negli Stati Uniti, perlomeno in viaggio, puo’ risultare un problema. Non esiste NIENTE che non contenga carne (a parte il pesce) e ben poco che non sia imburrato/fritto/condito con salse. Cio’ a lungo andare puo’ causare un rifiuto del cibo che ti porta a consumare un pasto al giorno. Nell’italiano medio (come noi) puo’ anche causare crisi di astinenza da pizza. Fortunatamente (trovandoci in america) quando cerchi una pizza non la trovi mai. Il nostro mangiare si e’ dunque basato molto sui fast food, i quali hanno 3 indubbie doti: costano poco, si trovano ovunque e, nella maggior parte dei casi, hanno la bibita a buffet. Inoltre qui esistono le piu’ disparate catene di fast food, dal pollo fritto, agli hamburger ai tacos, pizza etc. E comunque devo dire che gli hamburger qui non hanno niente a che vedere con quelli che trovi nei fast food nostrani. Inoltre esistono anche catene di ristoranti che offrono le stesse cose in ogni angolo d’america ed il piu’ delle volte queste cose sono anche piuttosto buone e abbondanti. A parte queste fonti di alimentazione che hanno costituito la base principale del nostro sostentamento, ci sono i ristoranti veri e propri che pero’ sono steak house o ristoranti pseudo-italiani che ci siamo ben guardati dal provare.
Ma vediamo con ordine.
Hamburger:
Esistono numerose catene di hamburger alcune conosciute anche da noi (Mc Donald e Burger King) altre sconosciute o addirittura tipiche di uno stato. Tra queste possiamo dire che la migliore e’ senz’altro il Carl’s Jr. Gli hamburger sono grandi e molto buoni, in particolare mi sono affezzionato allo Jalapeno Burger (potete immaginare il perche’..). Tutti i locali sono infarciti di motti come “Un buon hamburger necessita di tante salviette” e dichiarazioni d’amore per questi panini. Inoltre i panini li ordini e te li portano dopo un po’ al tavolo e le bibite sono ri-riempibili (noi prendavamo large e ce la bevevamo per tutto il giorno..). Subito dopo il Carl’s direi che il meglio e’ il Burger King. Poi c’e’ Wendy ed infine il McDonald. C’e’ anche il Jack in the box ma probabilmente quello dove ci siamo fermati non era il migliore in circolazione.
Mex:
Il cibo messicano comporta per noi un paio di problemi: a me non piacciono i fagioli e alla Lisa non piacciono le cose piccanti. A parte questo comunque non e’ poi cosi’ speciale, basato principalmente su taco (senza fagioli) e burrito (fagioli+riso). Piuttosto povero e non m’ha colpito molto.
Denny’s:
Questa catena di ristoranti e’ onnipresente e sempre aperta 24h al giorno. Si tratta di locali stile anni ‘50 con le poltrone su cui sprofondi, colori vivaci e le cameriere che girano e continuano a chiedere se va tutto bene. A seconda dell’ora fornisce cose diverse ma si puo’ fare colazione a qualsiasi ora del giorno. In generale i piatti sono buoni ed abbondanti, in particolar modo la colazione: per 5.99$ ti danno di tutto!
Altro:
A parte queste cose ci siamo fermati in alcuni posti piu’ particolari. A San Francisco abbiamo mangiato al ristorante cinese a Chinatown. Un posto piccolo, pieno di gente. Il cibo era buono ma diverso da quello che servono in italia. In generale direi meno lavorato.
Un’altro piatto tipico che abbiamo mangiato, sulla costa, e’ la Clam Chowder di cui avevo gia’ parlato tempo fa. Alla fine ho deciso che si tratta di una zuppa di vongole, patate, latte e sedano. In ogni modo e’ deliziosa, anche se la fanno in modo differente a seconda dei posti.
A Florence abbiamo mangiato il Crab, un granchio gigante, in un posto che si chiamato Weber’s Fish Market & Restourant. Veramente buono e anche non caro.
Sulla Route abbiamo invece mangiato al RoadKill di Selingman. Porzioni luculliane e piatti del sud. In particolare abbiamo mangiato del chili veramente buono. Ora, a me non piacciono i fagioli. Eppure li ho mangiati. Questo non significa che ho cambiato idea, pero’ quelli erano a) diversi b)insalsati con quella cosa deliziosa.
Pubblicato in Frammenti, USA | 2 Commenti »
4 Febbraio 2007
Un po’ di numeri.
16 giorni di viaggio (di cui uno di sola sosta a Las Vegas)
4646,7 miglia percorse (equivalenti a 7476,54 km) per una media di 309,78 miglia percorse al giorno (498 km). Nb: ai fini del calcolo ho escluso la sosta, dove non ci siamo mossi.
143 galloni di carburante (540.55 litri) a 378.43$ ad un prezzo medio di 2.64$/Gl (0.54 euro/litro). Il consumo stimato e’ di circa 32.5 miglia/gallone (13.83 km/l ..neanche avessimo l’audi di Glauco
).
In alberghi/motel abbiamo speso 797,32$ per una media di 53.15$. Siamo stati rispettivamente nei seguenti motel/alberghi (a seguire voto complessivo comfort/rapporto qualita’-prezzo/simpatia):
19/1 Travel Lodge di Grants Pass *****
20/1 Ocean Side Inn & Suite a Fort Brag ***
21/1 Manor Inn a San Francisco ** 1/2
22/2 Sand Castle Inn a Seaside (Monterey) ***
23/1 Travelers Inn a Santa Barbara ** 1/2
24/1 Super 8 a Burbank (Los Angeles) ****
25/1 Super 8 a San Diego **
26/1 Rodeway Inn ad Anaheim ****
27/1 Motel 6 a Needles ** 1/2
28/1 Economy Inn a Flagstaff **
29-30/1 Excalibur Hotel & Casino a Las Vegas **
31/1 Super 8 a Bishop ***
1/2 Stage Stop Inn a Williams (CA) ** 1/2
2/2 Chateu Motel a Florence *****
Pubblicato in Frammenti, USA | 3 Commenti »
4 Febbraio 2007
Da Bishop la strada per l’interno della California si e’ rivelata piu’ ardua del previsto. I tre principali passi erano chiusi. Strano dato che di neve non ce n’era poi cosi’ tanta e che abbiamo superato passi ben piu’ alti. Comunque questo ci ha portato a nord fino a rientrare nel Nevada nei pressi di Carson City. Da li abbiamo preso la Freeway 50 che ci ha portato a Sacramento da cui siamo tornati a San Francisco. Perche’? Perche’ l’unico Cima (e chi ci conosce sa cos’e'…) della west coast e’ in un museo che era chiuso quando ci eravamo passati prima. Poco male, una deviazione non troppo consistente. Quindi torniamo nella citta’ piu’ bella del nostro viaggio, vediamo il museo e passiamo un’oretta nei pressi del Fisherman Wharf che avevamo saltato la prima volta. Da li torniamo verso Sacramento, raggiungiamo la I-5 e puntiamo al nord fermandoci a Williams, una cittadina contadina nel mezzo del nulla. E’ la tappa piu’ lunga del nostro viaggio, con piu’ di 500 miglia.
Il giorno dopo si continua verso nord. L’unico obbiettivo del giorno e’ fare strada e cosi’ raggiungiamo la costa dell’Oregon (Florence per la precisione) all’imbrunire. Ci fermiamo in un bel motel e andiamo a mangiare del pesce. Per la precisione mi dedico ad un crab, una specie di granchio gigante. Eccelso. L’unico problema e’ la fatica fatta per mangiarlo, ma a questo scopo i locali forniscono delle specie di schiaccianoci. Una fatica ma ne vale la pena.
Ed arriviamo cosi’ ad oggi. Trovandoci a meta’ dell’Oregon il tempo ha ovviamente deciso di peggiorare e cosi’ ci siamo trovati in mezzo alle nuvole ed ad una costante pioggerella. Nonostante cio’ abbiamo potuto vedere alcune cose degne di nota. Nel primo mattino ci siamo fermati presso la Lion Cave, una grotta marina nella quale i leoni di mare si fermano per riposarsi. E’ enorme e vi si accede tramite un ascensore che scende di 60m. Al suo interno il ruggito dei leoni e’ assordante ma lo spettacolo e’ esemplare. Dopo i leoni abbiamo visitato una serie interminabile di paesini di mare tutti giacenti per la quasi totalita’ sulla strada che stavamo percorrendo, la 101 (la stessa che abbiamo percorso anche in california, in pratica si fa tutta la costa del pacifico da Vancouver a Tijuana). Nel primo pomeriggio siamo arrivati al vero obbiettivo della giornata: Cannon Beach. Li ci sono tre enormi scogli a pochi metri dalla spiaggia. Un bel posto. Ma per chi ha visto i Goonies almeno un centinaio di volte nella vita e’ uno dei posti da visitare. Di li infatti ci siamo diretti ad Astoria ed ho potuto ammirare nell’ordine: la prigione della contea dove era trattenuto uno della banda fratelli, il museo dove lavorava il signor Walsh ed infine (dopo una lunga ricerca basata solo sul nome della via…) casa Walsh. Sembra pazzesco ma il set del film e’ tutt’ora una casa abitata (come anche la casa vicina, quella di Data). E’ li, alla fine della 38th Street, su un pezzo di strada privato. Mi sono avvicinato per fare delle foto ed ho trovato un’altra coppia di giovani che erano li per lo stesso motivo. E’ stato fantastico.
Dopodiche’ c’e’ poco da dire. Altre 150 miglia fino ad Auburn, al buio, nel traffico, sotto la pioggia.
Ed il viaggio e’ finito.
Le somme e le considerazioni me le tengo per domani!
Pubblicato in Frammenti, USA | Non ci sono Commenti »