Archivio per la categoria ‘Pensieri e parole’

La coerenza non è della chiesa

27 Aprile 2008

Questa notizia ha dello sbalorditivo: i mendicanti non potranno entrare nelle chiese di Assisi. Politicamente parlando si può essere daccordo o meno, propendere per la difesa dei luoghi e dei monumenti oppure no. Entrambe le posizioni possono essere più o meno valide ma tutto questo non centra. Perchè non stiamo parlando di politica o ideologie, ma di coerenza. Si perchè San Francesco è definito il “santo mendicante”. E pensare ad un imposizione del genere nella città in cui viene venerato è quantomeno singolare. Ma, tristemente, ormai tipico di una chiesa che rifiuta i suoi stessi fondamenti.

Vorrei ribadire un concetto, per evitare di essere frainteso: non è la scelta del sindaco (da cui l’ordinanza) che critico, ma il benestare del clero. Si possono fare tutti i distinguo del caso, differenziare mendicanti di professione dai veri bisognosi, ma come sempre si finisce per fare di tutta l’erba un fascio. Ma mentre è più facile accettarlo dalla società civile dove purtoppo sempre più spesso ormai a pensar male ci s’azzecca, è molto più difficile capire ed accettare i comportamenti e preconcetti della chiesa.

La musica è cambiata

7 Aprile 2008

E’ notizia di ieri che la Apple è diventato il primo music-store degli USA. E’ incredibile come la apple sia riuscita dove tutti gli altri hanno fallito: fare soldi vendendo la musica da scaricare. Dopo la caduta di Napster ci hanno provato in molti ma è sempre andata male, poi è uscito iTunes e fin da subito ha rivoluzionato il modo di vendere la musica.

Il comprare “musica” è una questione soggettiva: c’è chi compra ancora solo vinili, chi ama le custodie dei cd, quelli che preferiscono avere tutto in un bell’hd. Io non sono di quelli che vorrebbero veder la musica venduta solo su internet, tutt’altro. Certo che se è un modo per avere un mercato illimitato e sempre nuovi gruppi da scoprire non ne può derivare che un bene. La pirateria è figlia della tracotanza delle major, dell’arroccamento su posizioni di monopolio, del loro voler spremere fino all’osso. Non di internet. Questa è la dimostrazione che viene data chiaramente da iTunes. E spero vivamente che questa vittoria faccia cadere l’ultimo macigno che ancora rimane sulla libera circolazione della musica: l’abbonamento flat. Jobs ci ha già provato ma le major stringono ancora le chiappe. Eppure. Pensiamo ad una flat a 4-5 dollari al mese a download illimitato. O anche no, facciamolo pure limitato ad una decina, quindicina di album. Quanti se la farebbero? Io penso parecchi. Parecchie persone che magari in un anno non li spenderebbero di certo quei soldi per comprarci cd.

Fatevi due conti. La musica è cambiata.

Il sorpasso

8 Febbraio 2008

Voglio segnalarvi un fantastico lavoro fatto da un’amica: Il sorpasso

Buona visione!

Una lunga settimana

2 Dicembre 2007

E’ stata un lunga settimana, piena di avvenimenti e di cambiamenti. E’ stata la mia ultima settimana sul progetto a Padova, l’ultimo mio progetto prima di approdare al gruppo più tecnologico di Nexen: Architecture. Ovvero, in pratica, basta padova, basta tornare a casa la sera, basta basket e poker di martedì. Si va a Milano. Anzi, ci sono già stato venerdì. L’ambiente è superfigo, palazzo nuovo, uffici nuovi, banca nuova anzi ancora in fase di creazione. La gente attorno a me parlava di cose tecniche: hardware, partizioni, installazioni, comandi. E si può usare linux senza essere presi per pazzi! Anzi, è consigliato… di conseguenza la prossima settimana provvederò all’installazione di ubuntu anche sulla macchina da lavoro.

La sistemazione a Milano dovrebbe essere in appartamento (ma di quelli fighi) se mi piace oppure in albergo. Ho tre giorni per provarlo ma le prospettive sembrano buone (adsl,tv piatta, lettore dvd/divx).

Comunque a Milano c’ero stato anche mercoledì sera, ma non si trattava di lavoro. Ero al concerto di Springsteen. Come sempre superbo ma per quello vi rimando all’apposita recensione.

Don Camillo

2 Novembre 2007

Ieri sera, per l’ennesima volta, ho guardato quel capolavoro cine-sociale che risponde al nome di Don Camillo. Un affresco di una vita, di una Italia che non c’è più, magnificamente delineato da Giovannino Guareschi e portato sullo schermo nei panni dei due amici-nemici dagli strepitosi Fernandel e Cervi. Le avventure del reazionario Don Camillo e del comunista Peppone sono a distanza di cinquantanni un esempio fresco, divertente eppure accurato della vita italiana del dopoguerra. Quando la lotta politica e sociale era forse ancor più aspra di quella odierna, ma dove il buon senso e l’interesse per il paese erano i metri di giudizio per le decisioni finali. Dove non c’era solo un susseguirsi di scarica-barile tra destra e sinistra, dove le proposte erano concrete e non parole al vento.

Cosa ci ha portato alla degenerazione che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni nella quale gli interessi personali e le ripicche hanno la prevalenza su tutto, dove l’immobilismo è ovunque ed la faziosità radicata?

Mastella DIMETTITI (ed altre frustrazioni a sinistra)

23 Ottobre 2007

In un paese normale non ci sarebbe neppure da discutere. Sarebbero gli stessi protagonisti a fare la mossa prima che qualcuno glielo chieda. Eppure in Italia, il paese degli indagati che governano sembra quasi un’offesa chiedere una cosa più che normale. Abbiamo una classe politica piena di indagati, processati, perfino condannati. Abbiamo avuto un presidente del consiglio coinvolto in talmente tanti processi che neppure Nixon… eppure è ancora lì tranquillo nel tentare di dare spallate al governo.

Non fosse che per i tremori che mi assalgono al solo pensiero di rivedere Berlusconi, Tremonti, Bossi e compagnia bella al governo invocherei l’eutanasia. Anzi, invocherei un briciolo di coraggio: non accettare più ricatti da questo omuncolo da Ceppaloni. Facciamolo cadere noi il governo piuttosto che lui. Ed invece non si può perchè il grande male d’Italia, il barzellettiere di Arcore, è ancora li a bloccare tutto. E’ chiaro, anzi lampante: se non ci fosse lui ad aspettare questo governo-ostaggio sarebbe caduto già da un pezzo. Il bello è che dovrebbero averlo capito anche i suoi che è ancora lui (dopo ormai quasi quindici anni) l’unico collante di un centro sinistra da terzo mondo. Ma come fai a far fuori un capo padrone? Anzi, visto il caso, un capo “proprietario”? Non xe poe (come si dice da queste parti).
E così, con l’aiuto della destra ci tocca subire questo squallido barcamenarsi sperando in un futuro migliore o in una nuova tangentopoli. Ma a quanto pare hanno trovato il modo di scongiurare anche quella…. una volta i magistrati bisognava farli saltare in aria, ora li puoi sostituire o spostare i processi (a seconda della parte politica, ognuno ha il suo stile).

Piangiamo e prepariamoci a scavare.

Governo che cambia incompetenza che rimane

21 Ottobre 2007

Quanto siamo messi male. Siamo in mano a vecchi. A gente che non vede aldilà del proprio naso. Che pensa al futuro quando non lo vedranno neanche. Gente che si professa competente e che invece non capisce nulla di nulla. Si è partiti con i superignoranti (in quanto “ingorano” quello di cui legiferano sia ben chiaro!) Stanca ed Urbani e si è finiti al superignorante Gentiloni. Destra o Sinistra pari sono. In un paese che si trova indietro anni luce nell’utilizzo di internet per colpa di infrastutture, legislature, monopoli e paletti vari, ci si può permettere di buttare giù una legge dopo l’altra di una inadeguatezza esasperante.

Dopo l’indecente legge Urbani (secondo la quale siamo tutti delinquenti, sia io che scrivo che voi che leggete), dopo le ridicole mosse di Stanca sull’innovazione (e il fantastico libretto per insegnare ad usare internet) ecco qui, a governo variato, all’ennesimo colpo gobbo: la legge LEVI secondo la quale

qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Registrazione che porta con sé spese, burocrazia, procedure.

Subito la protesta dilaga nella rete e le risposte sono state nell’ordine “Non so” “bah” boh” “non ci si riferisce ai ragazzi che scrivono i blog” (vedi lettera a Grilllo). Sembra una barzelletta ma è proprio così:

Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell’editoria.

Loro PENSANO. E allora, una buona volta, quando scrivete una legge LEGGETE quel che scrivete! Perchè a quanto pare ciò che è scritto in questa proposta di legge è che se non si paga il pizzo si finisce in GALERA. Come per lo scarico di un qualsiasi documento non registrato presso chissa quale ufficio “urbanizzato”. Altro che internet, andiamo a stuprare qualcuno o scalare banche, tanto ce la si cava con molto meno.

Disgustorama.

Sky Life

18 Ottobre 2007

Ebbene si, anch’io ho ceduto al fascino della tv a pagamento. Diciamo che in realtà aveva già ceduto la mia compagna che dopo un paio d’anni di Sky passati a casa ne sentiva alquanto la mancanza. E così gliel’ho regalato per compleanno.

Pagare per vedere la tv sembra effettivamente uno spreco anche se devo dire che, per quanto ho potuto osservare quando mi capitava di essere a casa sua, ci sono alcune cose che effettivamente meritano. A parte i telefilm (che rimangono la principale attrattiva per la mia donna ;-)  ) quello che mi affascina maggiormente è la possibilità di scegliere. Sembra stupido ma se uno non vuole vedere la De Filippi può farlo anche senza chiudere la tv. A parte gli scherzi i canali dedicati sono una gran cosa. Se voglio vedere un documentario naturalistico, piuttosto che uno storico, piuttosto che determinate e specifiche cose so dove andare e so che non troverò mai dei ragazzini che fanno finta di ballare o quattro vecchi che si credono ringioviniti o tutte le puttanate che ci compaiono sui 6 canali nostrani. E se voglio vedere dello sport che non sia il calcio l’unica, purtroppo, pagare. Ma almeno lo vedrò, a differenza di quando i diritti del basket erano della rai che mostrava mezza ( a volte un quarto) di partita a settimana.. (dico basket perchè mi riguarda più da vicino ma anche gli altri sport non sono messi meglio).

Certo, tutto ciò si può ritenere piuttosto inutile dato che si potrebbe benissimo chiudere la tv e dedicarsi ad altre attività. Vediamo come va, posso sempre disdire dopo attento esame.

Per concludere una cosa che ho visto stamattina: Sky Tg24 (che, stando alle classifiche, sembra essere il miglior telegiornale italiano…vedremo anche qui..). Alla lettura dei giornali il giornalista giocava con un tavolo spaziale: un’incrocio tra lo schermo di Minority Report e gli effetti di compiz per linux. Sembra quello che ho letto voler diventare il Surface della Microsoft ma non avendolo ancora visto non posso confermare. E’ un enorme schermo fatto a tavolo sul quale il giornalista trascinava le pagine dei giornali, sottolineava i titoli, ingrandiva, spostava… tutto con le dita. Fico!!

Quando la democrazia non conta

11 Ottobre 2007

Sempre più spesso il volere dei votanti in Italia non conta nulla. Sempre più spesso è la minoranza che costringe la maggioranza.

In principio fu il referendum del 1993 che decretò la fine del proporzionale in Italia (a parte una quota del 25% dei seggi). Poi però una legge unilaterale dell’ultimo minuto dello scorso governo decretò che il volere di più del 70% dei votanti era evidentemente sbagliato e ci riappioppò un sistema del tutto ingovernabile. Poi, anzi, assieme a quello, fu deciso che votare le persone da eleggere era da bambini viziati, meglio lasciar fare a chi poteva mettere sulle poltrone gli amici degli amici, i figli e i parenti tutti. Ora dopo un accordo stretto tra governo e le parti sociali e dopo che un referendum tra i lavoratori ha approvato a grande maggioranza (ma anche fosse stata minima? il referendum sull’aborto passo con il 53% e cambiò la vita degli italiani…) un partito o due (partiti, non i lavoratori che comunque sono una minoranza visto l’esito) si piazza sulla barricata e promette astensione (che = NO al senato). Con il chiaro intento di far andare a monte l’accordo.

Ora non sono qui a parlare dei termini di questo accordo, nè del fatto che se non passa si torna allo scalone. Anche se si parlasse di tarallucci e vino alla mensa aziendale sarebbe lo stesso il discorso: una democrazia si basa su delle votazioni. Chi ottiene più del 50% ha ragione e gli altri devono adeguarsi o presentare qualche altra idea che se approvata alla stessa maniera avrà il diritto di imporsi. Non mi pare di dire nulla di bolscevico o fascista. Eppure in quest’Italia che con la prima repubblica ha perso ogni pudore istituzuionale ( e si che di casini quelli ne hanno combinati parecchi…) sembra che si tratti di insulti a destra come a sinistra.

Poveri noi.

Quando lo sport è gestito da incompetenti

9 Ottobre 2007

Nella mattutina lettura del mondo web sono incappato da questa notizia. Ora, che le politiche dell’Inter siano sempre state piuttosto lontane da una corretta gestione sportiva è ben chiaro, quantomeno da quando vige la gestione petrolifera della società: miliardi buttati, giocatori rovinati da scelte incomprensibili e da staff medici non sempre all’altezza, gestione quasi paternale dei giocatori e manie assurde sempre assecondate perchè tanto se i conti non tornano c’è qualcuno in federazione che ti para il sedere. Che poi questo avvenga anche altrove e pure in altri sport è comunque vero. Io stesso ho assistito a partite di basket con punteggi allucinanti nelle categorie giovanili (un 198-8 che definirei delinquenziale).

Se si parla di professionisti è un conto, ma quando si parla di ragazzini che vogliono solo giocare è un crimine. Perchè fino ad una certa età non si parla di sport o di tecnica ma di GIOCO. E chi mortifica il gioco per motivazioni personali dovrebbe essere allontanato dalle federazioni. I tecnici di questa squadra dicono sono ragazzi, vogliono vincere, non sappiamo fermarli e comunque negli ultimi 18 minuti non abbiamo più segnato. Puttanate. Io alleno e so benissimo come far giocare i miei ragazzini. Ho avuto un’ottima squadra in passato e quando ci capitavano partite del genere si sa benissimo cosa fare: si dice ai propri ragazzi di giocare in determinati modi, di provare alcune cose più difficili giocate in allenamento, ci si diverte. Nel basket ad esempio li faccio giocare senza palleggiare, oppure difendendo solo da centro campo, oppure senza contropiede o altro ancora. Mi ricordo di un mio giocatore che preso un rimbalzo in difesa contro una squadra molto in difficoltà diede letteralmente la palla al ragazzino avversario lasciandolo segnare un canestro. E mentre tornava in difesa esultava come se stessero vincendo. Perchè un punto vale molto per qualsiasi ragazzino.

Eppure ci sono dei cretini che pensano che vincere di punteggi elevati faccia belli nei confronti della società e quindi massacrano lo sport ed il gioco.  E non lasciano segnare nessuno in nessun caso. Piuttosto li falciano.

Mi domando quanti di questi ragazzini del Pergocrema lascierà il calcio o forse lo sport dopo questa sconcezza?

Complimenti ai “campioni” d’Italia.