Archivio per Giugno 2009

San Dorato

30 Giugno 2009

C’era una volta un tale di nome Francesco. Era ricco ed agiato e rifiutò tutto ciò restando fedele a tre voti: umiltà, povertà, castità. In un epoca in cui i papi non erano certo dei poveri santi fu fatto santo lui e da li è diventato patrono d’Italia.

Ora che tanti francescani hanno continuato il suo cammino e professato i tre voti, uno di loro verrà tumulato in una tomba di oro massiccio, con le immagini della vita di questi e di San Francesco disegnate nell’oro.

Bella coerenza!

Ma si sa, la chiesa di coerenza ne ha ben poca…

Referendum

23 Giugno 2009

Com’era prevedibile il referendum se n’è andato ancora una volta come un’immane spreco di soldi. E la colpa, vorrei sottolinearlo, è della classe politica che, quasi interamente, ha fatto di tutto per cassarlo. Questo come quelli precedenti. Finalmente però si parla di cambiarlo, ma in maniera nuovamente prevedibile, nel modo sbagliato. Le voci che circolano riguardano un’aumento delle firme necessarie: un pagliativo del tutto inutile. Basta vedere i numeri: 500.000 firme attuali hanno portato al voto 10 milioni di persone. Davvero siamo convinti che 1 milione di firme ne porterebbero 20 milioni? o sarebbero sempre gli stessi 10? Io propendo per quest’ultima ipotesi. Bisogna abrogare il quorum. Perchè, come ho già avuto modo di dire, o sei favorevole o sei contrario. E se sei una di queste cose devi andare a mostrarlo col voto. Se non te ne frega nulla, allora vuol dire che ti va bene tutto, sia il Sì che il No. Non ha senso che questi non-voti vadano sempre al No. O così o buttateli nel cesso, tanto i partiti se ne sono sempre strafregati: non è un caso che negli ultimi referendum validi i risultati siano stati spesso ribaltati dalla classe politica (sistema maggioritario, privatizzazione rai, liberalizzazione degli orari dei pubblici esercizi…).

L’italia della lega

17 Giugno 2009

E’ quello che vogliamo? Evidentemente si. Ogni paese ha i governi che si merita.

Padroni a casa propria, salvo poi regalare la terra agli USA (1,2). E sia ben chiaro che io non sono un “No Dal Molin”, sempre per la stessa frase riportata sopra. Chi vota merita quello che ha.

Elezioni

13 Giugno 2009

Fatte anche queste. Non voglio però parlare dei risultati italiani, di una banalità fantastica, ovvero previsti con largo margine (chi avrebbe puntato su un risultato maggiore del 25% del PD? chi poteva credere alle baggianate del 50%60%70%120% sparate dal B.? chi non poteva notare la deriva isolazionista,razzista, oltranzista,  e giustizialista su cui soffiano, ognuno dal proprio lato (ma sono poi così diversi??), Idv e Lega? Chi poteva anche solo sperare che le mille sigle della sinistra moribonda ha lanciato seguendo i peggiori istinti sinistri). Quindi usciamo da queste noiosità ed andiamo a qualcosa di più interessante, che ovviamente non sta in Italia. Bisogna infatti andare in svezia, per trovare che un piccolo partito di recente formazione, ha preso piede ed è riuscito non solo a superare la soglia di sbarramento, ma addirittura a catturare il 7,1% dei voti. Si tratta del “partito dei pirati”. Al di là del nome folkloristico (ma possiamo parlare noi che abbiamo un “popolo” per partito?) si tratta di un partito nato 3 anni fa con l’intenzione di ridare voce alla gioventù internauta che ha visto “spazzar via bit dopo bit, il proprio stile di vita” dai propri governanti (che non sono certo vecchi come i nostri). Si sono schierati apertamenti contro lo stravolgimento delle norme sulla proprietà intellettuale imposte dalle major cinematografiche e musicali (le quali ormai dovrebbero aver capito che per continuare a fare soldi dovrebbero adeguarsi e far fruttare internet). E la battaglia per la proprietà intellettuale non è scaricare musica o film gratis! Dietro le leggi che vogliono impedire il download illegale ci sono controllo totale delle informazioni, limitazioni alla libertà personale di informazione e di pensiero, ghigliottine elettroniche per emarginare chi la scrive (pensa) in maniera diversa. In base alla legge Urbani questo blog, come il 99,9% degli altri, sarebbe illegale. Internet stesso sarebbe illegale. Chiunque scriva qualcosa (un post, una mail, uno stato di facebook) dovrebbe avere una sorta di bollino digitale (ovviamente a pagamento) da digitare. Ovviamente è una legge scritta da incompetenti e di conseguenza non applicabile. E’ possibile avere leggi che devono essere seguite in alcune parti e non in altre?!? Incompetenza è la parola chiave. Ed ignoranza. Se i partiti italiani non sanno cos’è internet e come funziona, nel 2009, non servono a nulla.