Archivio per 1 Maggio 2008

Stop al moderno, a qualsiasi costo

1 Maggio 2008

E’ notizia di ieri l’idea di Alemanno di rimuovere la teca dell’Ara Pacis. Ovvero come rimuovere una delle poche opere d’arte moderne che si siano riuscite a costruire in Italia nonostante la storica avversione per l’architettura moderna. Avversione che spesso ha avuto nomi illustri tra i suoi obbiettivi, primo tra tutti Renzo Piano, probabilmente il più grande architetto del mondo, che ha costruito la sua fortuna all’estero non essendo evidentemente profeta in patria. Troppo moderno, preferiamo tenerci i nostri palazzi fatiscenti. Si perchè in Italia non si può abbattere niente che abbia più di dieci anni, costruire nulla che non sia “normale”.

Ma cos’è la normalità? Era normale il pantheon? Era tipica la cupola di Brunelleschi? o la torre di Pisa? la Mole Antonelliana? No. Non erano normali. Erano cose assurde anche solo a pensarci. All’epoca. Poi il tempo, gentiluomo, ha avuto ragione consacrandole a meraviglie universali. Poi però ci siamo seduti sugli allori pensando che l’unico modo era continuare a scopiazzare e non urtare la sensibilità visiva. Ed il resto del mondo ci ha superato anche in questo. Guardate Parigi col suo Centro Pompidour, la Defance e le piramidi del Louvre e la torre Eiffel. Londra con il London Eye e la pigna che si erge a fianco della torre di londra. Berlino con postdamer Platz, il nuovo Reichstag ed i palazzi della burocrazia. Sono solo tanti esempi di opere contestate accanitamente ma che hanno reso mirabili le città moderne. Questo per non andare fuori dell’europa dove stanno all’opposto di noi ed oltre che a costruire eccezzionali strutture, distruggono purtroppo anche quelle che hanno fatto la storia. Ma che non hanno paura di provare.

L’architetto Richard Meier, autore della teca, è uno dei più famosi del mondo ed ha fatto opere di eccezzionale bellezza. Personalmente ho potuto ammirare di persona solo il Getty Center e credo sia uno degli edifici più belli che abbia mai visto in vita mia.

Per non parlare poi di quanti soldi sarebbero buttati al vento con la rimozione.

Ipocrisia

1 Maggio 2008

La bufera di ieri sulla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi è una cosa tipicamente italiana. Perchè in un’altro paese non ci sarebbe stato nulla di strano, anzi. E’ probabilmente il mezzo più efficace per combattere l’evasione. Ed infatti i paesi che la applicano hanno evasioni fiscali minime. Come dare torto? Quando vedi che il tuo vicino guadagna una miseria ed ha barche/macchinone/case al mare in montagna ti viene qualche dubbio. E qui, in veneto, molto più che altrove. E non sarebbero certo i piccoli evasori, che si destreggiano in una giungla di leggine e leggiucole assurde, a farne le spese ma quelli che evadono pesantemente. Certo, potrebbe aprirsi una spirale di denunce ma che a ben vedere non farebbe altro che bene, dopo una prima fase decisamente deprimente (ma non più di quanto lo sia pensare a quanto ricco sarebbe il nostro paese senza questi furbetti).

A chi è che fa più male questa pubblicazione? A chi di soldi ne ha. Sempre di più. Mostrerebbe il vero stato del paese dove poche persone fanno i milioni e sempre più persone tendono alla povertà. E a chi predica bene e razzola male. Vedi il noto Beppe Grillo che predica il sapere condiviso e poi non vuole far sapere che guadagna quattro milioni di euro. Tanti o pochi non discuto, però non puoi predicare a correnti alterne appena vieni toccato da qualcosa. E le sue motivazioni, in questo caso, sembrano abbastanza blande, come se i sequestratori, i mafiosi non conoscano già le loro vittime.

Un’altra occasione persa.